Benvenuto nel mio blog: se sei qui sappi che il paesaggio naturale non esiste più

giovedì, 19 novembre 2009



L'amica Serpillo mi ha inviato questo articolo (cari lettori, sforzate la vista!) relativo alle ferite inferte dalle piste da sci alle nostre montagne. Oggetto del contendere la possibilità di un corretto inerbimento e relativa manutenzione fatta con il pascolamento per abbassare i costi di manutenzione e ottenere un ambiente meglio curato, come si fa, guarda caso in Austria e in Svizzera.

Possibile che là sia sempre il Paradiso alpino??
Al di là di questo che commenti fare a riguardo nello specifico?
Secondo me si cade nella solita demagogia tipica dell'italianità, ossia nella miopia perenne che offusca i nostri politici romani, regionali, locali quindi anche MONTANARI.
Una miopia rivolta a vedere l'oggi e non il domani, a essere cicala e non formica.

Certo che un corretto inerbimento, con le specie giuste per quella stazione, è importante.
Certo che un'ottima progettazione e un'altrettanto ottima lavorazione è fondamentale, ma perchè non guardiamo come funziona la pratica degli appalti (di qualsiasi tipo) in Italia?
I lavori (e i progetti) li prendono i più bravi, oppure quelli che portano ad una CONTINUITà nella PROGRAMMAZIONE territoriale, oppure CHI OFFRE DI MENO per fare il lavoro??
L'unico punto fondante in un appalto pubblico è il MASSIMO RIBASSO, sia per il lavoro sia per LA PROGETTAZIONE.
E parliamo di ribassi nell'ordine del 30 - 40% sull'importo lavori!
Quindi da qualche parte, il margine dell'impresa (e del progettista - direttore lavori) deve uscire fuori.
E quindi, per tornare all'oggetto del post, l'attenzione all'inerbimento e a tutte le lavorazioni "di contorno" (e qui è il problema...) è nulla.
Si usano le miscele di semi e colle che costano meno, comunque attecchiscono e un direttore lavori non si sogna certo di bloccare i lavori perchè la percentuale di Festuca rubra (faccio per dire) è maggiore rispetto a quella di Lolium perenne...
E non apro l'argomento sul pascolamento...
Percui purtroppo temo che continueremo a vivere in un paese in cui il prof. Cavallero e i suoi ex studenti (eccomi) continueranno ad essere predicatori dell'inutile.
postato da: JohnDeere alle ore 13:33 | Permalink | commenti (5)
categoria:alpicoltura
martedì, 10 novembre 2009
Molto spesso quando si parla di allevatori in montagna esce la questione dei contributi.
Sono questi che permettono di vivere all’agricoltore?
Sono degli aiuti assistenziali o un’indennità in favore della montagna?
 
Analizziamo la situazione di una giovane allevatrice delle nostre montagne:
 
 

Ne parlavo già qui di lei poverina....


 
Poniamo che il vecchio nonno si sia rotto di stare dietro a Nebbia e alle capre, ecco allora:
PSR – Misura 112 – sostegno all’insediamento di giovani agricoltori
La Misura prevede l'incentivazione dell' insediamento di giovani nelle aziende agricole, nonché l'adeguamento strutturale delle aziende successivamente all'insediamento, mediante l'erogazione di un sostegno economico (Premio di insediamento).
Heidi deve:
avere una età inferiore a 40 anni al momento della presentazione della domanda (ha appena compiuto 30 anni);
insediarsi come capo dell'azienda (alla faccia di Peter…)
possedere conoscenze e competenze professionali adeguate
presentare un piano aziendale per lo sviluppo della attività agricola, in questo caso allevamento caprino
Può fare tutto da sola o affidarsi ad un CAA per l’apertura del fascicolo aziendale e inviare la domanda telematica, se ne è capace
 
La stalla del nonno è ormai fatiscente, come fare?
Misura 121 - Ammodernamento delle aziende agricole
La Misura prevede la concessione di un sostegno (sotto forma di un contributo in conto capitale sulla spesa ammessa) per la realizzazione di interventi di ammodernamento delle aziende agricole.
 
Idem come sopra: anche qui prima si fa la domanda, poi l’investimento, si paga tutto e dopo arriva il contributo.
 
Heidi è una buona imprenditrice, vuole valorizzare la sua produzione:
Misura 132 - Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare
Valorizzare le produzioni di qualità, assicurare i consumatori sulla qualità dei prodotti o dei processi produttivi in quanto sono il risultato della partecipazione dei produttori ai sistemi di qualità oggetto del sostegno, incrementare il valore aggiunto di tali prodotti, sostenere e incentivare la partecipazione degli agricoltori ai "sistemi di qualità
 
Siamo ancora lontani dall’importo massimo finanziabile per i primi 3 anni?? La stalla ha alzato la soglia di contributo, meglio soprassedere… niente pratica.
 
Un aiutino per le razze in via di estinzione?? Dopo che tutto il mondo sa che allevi Saanen?? Meglio di no…
 


Finalmente l’indennità per la montagna:
L'indennità compensativa è un premio concesso agli agricoltori operanti nelle zone montane per controbilanciare almeno in parte gli svantaggi a cui è soggetta l'attività agricola in tali zone
L'indennità è concessa per ettaro di SAU ad agricoltori che:
coltivino almeno 3 ha di SAU (evvai i terreni del nonno!!)
si impegnino a proseguire l'attività agricola in una zona svantaggiata per almeno un quinquennio a decorrere dal primo pagamento (niente scuola!).
ottemperino, nell'insieme della loro azienda, ai requisiti obbligatori di cui agli art. 4 e 5 e agli allegati III e IV del reg. (CE) n. 1782/2003 (Condizionalità)
operino stabilmente nelle zone svantaggiate, con l'eccezione dell'agricoltore che, dopo aver utilizzato l'alpeggio, trasferisce il bestiame per il restante periodo dell'anno nelle zone  di collina e/o di pianura. Nel caso in cui l'attività nelle zone montane sia inferiore ai 180 giorni l'entità del premio verrà ridotta e rapportata al periodo di effettiva permanenza nelle zone svantaggiate;
non superino il limite di età pensionabile (60 anni per le donne, 65 anni per gli uomini) (ecco perché il nonno ha mollato…)
non siano titolari di trattamenti pensionistici fatta eccezione per la pensione di reversibilità (non prendere tu la pensione del nonno!!)

Misura 215 - Pagamenti per il benessere animale
La misura promuove la diffusione di tecniche di allevamento che migliorano il benessere degli animali al di là di quelle che sono le condizioni minime previste dalla normativa vigente e dal regime di condizionalità di cui al regolamento CE n. 1782/2003. Si prevede di migliorare  le condizioni di benessere animale  attraverso impegni che ricadono in una o più delle 4 macroaree sotto indicate:
Sistemi di allevamento e di stabulazione;
Controllo ambientale (luminosità, ventilazione, temperatura);
Alimentazione e acqua di abbeverata;
Igiene, sanità e aspetti comportamentali degli animali riconducibili ai sistemi di allevamento.
 
Heidi comincia ad essere invasa dalla carta, alla faccia della domanda telematica che tanto deve stampare, dai debiti, dalle preoccupazioni che derivano dal dover mantenere gli impegni per 5 anni, sennò perde tutto.
E poi arriva la PAC e il disaccoppiamento dell’aiuto:
mettiamo dentro le superfici a pascolo.
“Questa però ha il 20% di tara!” eccerto, il nonno, ormai logorato dagli anni non ha più pulito ed è venuto su il bosco! E poi aveva affittato il terreno a Peter: anomalia! Errore bloccante e la domanda non parte entro il termine previsto! Concedono una proroga??
E le quote latte, per quelle tre fris… ehm… brune alpine??
 
Un momento, questa è svizzera! Non prende un euro!!
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categoria:animali, contributi, agricoltura
giovedì, 05 novembre 2009

Autunno in Val Pitta










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categoria:valsesia
lunedì, 02 novembre 2009
Tecnico forestale:"Allora TOT € mi fai la PULITURA su sti TOT ettari, direi che ci stai dentro... poi il materiale a terra me lo paghi TOT"
Boscaiolo: "Sì a va bìn, gnun problema ij stoma dinta tranquil!"

Brindisi "Piasì!"

"N' aota gira Maria!!"
"Piasì"

Ad libitum....

Tecnico forestale (con fare farnastico): "Alora soma d'acorde! Taje tut lòn cà j'è, e 'l bòsch t'lo pòrte a cà gratis! T'ses content!?"
Boscaiolo: "Sì a va bìn, gnun problema ij stoma dinta tranquil!"
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categoria:boscaioli
martedì, 27 ottobre 2009
Dopo averlo rincorso senza successo in vari cine, compreso anche quello sotto il mio ex bilocale varallese, finalmente ho trovato, acquistato, scartato e veduto, nell'abusato formato DVD, il film "Il vento fa il suo giro".

NB: DVD acquistato in Val Maira, come dire... DVD a Km 0!!

Per chi non conoscesse la storia, rimando al
sito, per altro ben curato, anche più dello stesso film! 




 

La storia è quella di un ex professore francese che dai Pirenei si sposta in Val Maira con la famiglia per allevare le capre; capre molto produttive farà intendere il nostro marghé! E grazie, viva le Saanen... ma ci sono in Val Maira?

Capre a parte, la storia non è altro che la VERA realtà della montagna; una montagna di incomprensioni e gelosie, di prati abbandonati "che non puoi pascolare perchè non sono tuoi!"
Devo confessare che non sono stato per nulla indifferente alla visione del film, anzi! Ero bello incazzato e continuavo a dire "E' proprio così!", trovando conferme in mia moglie, anche lei giornalmente a contatto con la realtà montanara.

Nei mille risvolti che ha una pellicola, negli affreschi degli approcci alla vita dei vari personaggi, in me non è rimasta che l'immagine della locandina: il volto del protagonista quando vede... beh non rivelo il finale.
Dico solo che questo è il film più autentico sulle nostre valli, senza mitizzazioni stupide.

C'è chi mi ha detto che il film "è proprio triste!". Già, molte volte la montagna è proprio triste.

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categoria:animali, montagna, montanari, alpeggi, occitania, val maira, alpicoltura
lunedì, 19 ottobre 2009
Da un pò di tempo fatico a tenere aggiornato il blog.
Faccio allora una carrellata sulle ultime, visto che di cose cmq ne sono successe... naturalmente non ho mai dietro la macchina foto...
Ci sono stati gli incendi boschivi: o meglio i finanziamenti per recuperare le superfici bruciate da almeno 5 anni.

fuoco

Qui fortunatamente (???............) il bosco si è già ripreso bene di suo

C'è sempre qualche bosco da tagliare, in qualche caso dicendo che vogliamo migliorarne le funzioni: ma bisogna sempre trovare una giustificazione??

bosco

Forse dovremmo concentrarci di più sulla via di esbosco!

Anche quest'anno non è mancata la Fiera di Campertogno:





Tanti bambini a portare in fiera le capre, speriamo per il futuro!





A inizio ottobre non è mancata Forlener, la fiera sulla filiera FOResta LEgno ENergia, nella quale ho visto solo l'energia... sì forse un pò di legno... dovrebbero chiamarla LENER e basta!!





La cosa migliore rimane un bel pinton e una fetta di toma...

C'erano anche le macchine, ma .................... MI AUTOCENSURO.................... PER OPPORTUNISMO................

PS (Il forestale è come una puttana, l'unica differenza è la partita IVA...........)





Infine HO FINALMENTE VISTO "IL VENTO FA IL SUO GIRO"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma questo merita un post a parte!
postato da: JohnDeere alle ore 11:16 | Permalink | commenti (6)
categoria:contributi, boschi, boscaioli, fiera bestiame
giovedì, 15 ottobre 2009
postato da: JohnDeere alle ore 12:05 | Permalink | commenti
categoria:fiere, boscaioli
mercoledì, 07 ottobre 2009
JohnDeere & John Deere (original)


postato da: JohnDeere alle ore 08:28 | Permalink | commenti (6)
categoria:boscaioli
martedì, 29 settembre 2009
Ho incontrato due mandrie scendere dai pascoli, oggi. E' San Michele.
postato da: JohnDeere alle ore 15:45 | Permalink | commenti (6)
categoria:
lunedì, 28 settembre 2009

Ieri sono stato tutto il giorno al pascolo con le mie pecore, tra la nebbia, sotto la pioggia battente; sopra ai pascoli più alti iniziava già a cadere del nevischio ed ho dovuto abbassami con le mie bestie. Il freddo mi entrava nelle ossa e né l’ombrello né la “vestimenta” impermeabile riuscivano più a ripararmi dall’acqua. Quando alla sera, a casa, mi sono cambiato, ero fradicio fin sulla pelle, come se avessi fatto il bagno: maglia, camicia, canottiera, pantaloni, calze...

Tra la nebbia bassa non riuscivo neanche a vedere le bestie, la nebbia assorbiva anche il suono dei campani; ho camminato tutto il giorno senza posa, tra arbusti di rododendri, cespugli... e pioveva, pioveva... Le capre cercavano rifugio tra le sporgenze delle rocce, volevano riposarsi nelle “barme” (anfratti): starebbero bene all’asciutto, sono bestie delicate, patiscono la pioggia e il vento, ma non posso più lasciarle sole: se passa il lupo...  

A sera mi sono accorto che ne mancavano quattro: le riconosco dai campani diversi, che ho messo loro al collo: la campana grande, quella rotonda e altre due piccole mancavano. Iniziava a scendere la sera, tra la nebbia e le rocce non le ho più ritrovate. Speriamo che non le trovi neanche il lupo, stanotte.                        

Ora, in queste giornate grigie e piovose, il buio scende presto. Verso le sei ho iniziato a radunare il gregge, l’ho fatto scendere pian piano. Se lo spingo un po’ più in fretta le bestie si azzoppano sulle pietre del sentiero: c’è un’ora e mezzo di cammino per scendere al “gias” e il viottolo è brutto, scosceso, passa in mezzo a una pietraia. Con la pioggia le pietre scivolano e tagliano le zampe. Anch’io inciampo, con questi scarponi ormai pieni d’acqua, che scivola giù dai pantaloni, dallo zaino, dall’ombrello.

Le pecore non vogliono scendere, sembra che lo sappiano: starebbero bene lassù, sulla “tepo” (cotica) erbosa morbida dei pascoli, in quell’anfiteatro riparato che la montagna forma ai piedi del Pervou. Gli anni scorsi le lasciavo spesso là, la notte; ora non posso più: se arriva il lupo... Le ho rinchiuse in basso, nel “gias” vicino al torrente. Dopo due giorni di pioggia battente si è formata una spanna di fango scivoloso, le bestie non vogliono più entrare nella rete. Le costringo nel recinto, i cani le spingono per farle entrare, a me piange il cuore; rivoli di acqua scivolano dalla montagna, c’è letame molle, fango... libere starebbero così bene!

Arrivato a casa ho acceso la stufa, scaldato un po’ di minestra; mi sono cambiato, ero bagnato zuppo, anche dopo – nel letto – i brividi di freddo non se ne andavano.Stanotte ha piovuto di continuo; io non riuscivo a dormire pensando alle mie bestie, là sotto la pioggia battente, nel fango, senza riparo; alle capre rimaste lassù, nella nebbia...

 É questo il “benessere animale” che si predica in giro? Il “benessere” di chi? Del lupo che può uccidere le mie bestie, che può costringere me e le mie pecore a questa vita dannata? Non la farebbe neanche un carcerato, la mia vita! Provate a mettervi voi al mio posto!

Forse questo è l’ultimo anno che faccio il pastore, non è più una vita questa! Non si può continuare così!


M.D.
Questa è una lettera inviata dall'associazione Coumbouscuro al sito dei Ruralpini
C'è poco da dire: credo che per capire il problema fino in fondo bisognerebbe passare qualche notte insieme a questo margaro.
Per la filosofia di questo blog ho deciso di pubblicarla anche io.

postato da: JohnDeere alle ore 09:50 | Permalink | commenti (6)
categoria:lupo, alpeggi