Il Gran Maestro Masso ha creato il CIRCOLO DEGLI INTAGLIATORI!
Il sottoscritto è stato subito adescato; dateci un'occhiata e già che ci siete votate (bene) il nuovo sondaggio: l'altra volta mi avete tradito nel rush finale!
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Qualche giorno fa ho letto sul blog di Marzia un commento circa i contributi dell'Unione Europea che i pastori si porterebbero a casa, definiti nella circostanza come "immensi".
In maniera assolutamente semplicistica e grossolana mi permetto di dare due informazioni circa l'attuale situazione "contributiva" per allevatori/coltivatori che operano in zone montane.

Diciamo che i contributi si dividono in due grosse categorie:
- per investimenti materiali;
- immateriali.
Credo che l'oggetto del contendere fosse legato soprattutto a questi ultimi. La principale voce in questo senso è la cosiddetta INDENNITA' COMPENSATIVA, che viene concessa per compensare la diversa produttività che c'è tra chi lavora in pianura e chi opera in montagna. In quest'ultimo caso c'è chiaramente una rendita minore a parità di coltura: la stagione vegetativa è più corta, i terreni sono meno fertili, la meccanizzazione è più difficile ecc... ecc...
Quindi per superare queste differenze, che erano state ingigantite dalla precedente applicazione della PAC (Politica Agricola Comunitaria) dove si premiava chi produceva di più, viene dato questo premio.
Per riceverlo bisogna però sottostare ad una serie di impegni, cioè allevare/coltivare TOT per TOT anni, pena la restituzione del contributo.

E' molto difficile dare dei numeri o degli ordini di grandezza sull'ammontare del premio perchè dipende da moltissime variabili (SAU, UBA...); per chi avesse voglia, i dati e le modalità sono disponibili nei siti delle varie Regioni.

Situazione simile per chi alleva razze in via di estinzione; sempre per il discorso di cui sopra, per cui i premi erano dati a chi produceva di più, molte razze sono state sostituite con altre più produttive: l'esempio classico è quello della frisona, che ha preso il sopravvento su diverse razze vaccine autoctone.
Per evitare di perdere un patrimonio genetico, storico e ambientale ecco che anche qui viene dato un premio per compensare la diversa produzione a chi si impegna ad allevare le razze autoctone.
Si parla quindi quasi sempre di PREMI dati a seguito di impegni da rispettare; questi premi sono il tentativo di correggere una politica agricola che negli anni ha creato un forte squilibrio tra pianura e montagna, e sicuramente non rappresentano un arricchimento per il pastore o il coltivatore che li riceve, essendo il loro valore relativo ad una compensazione.


Ieri era la giornata della Terra “Earth day”: non se n’è accorto nessuno…
Nel nostro paese, come in buona parte del mondo, vige infatti la STRATEGIA DELLO STRUZZO che pensa di evitare il pericolo semplicemente nascondendo la testa nella sabbia; sarebbe invece da prendere coscienza della realtà, dei cambiamenti climatici e di tutto il resto, mettendo invece in pratica la STRATEGIA DELLO STORNO che, davanti al pericolo serra compatto i ranghi dello stormo e attacca preventivamente.

Mi piace leggere come solo le superfici forestali gestite attraverso i piani di assestamento potranno essere utilizzate per generare crediti di carbonio, cosa che non potrà fare il bosco in abbandono; si scopre così che la soluzione è sempre lei: la gestione consapevole del territorio, sembra facile ma non interessa a nessuno!

La Regione Piemonte chiederà ai Ministeri della Salute e delle Politiche agricole di valutare l’opportunità di una sospensione cautelativa dei principi attivi che si sospetta possano essere alla base del fenomeno della moria delle api, benché le ricerche fatte e le verifiche scientifiche non abbiano ancora individuato in modo univoco le cause del problema.
La decisione è stata assunta durante il tavolo di confronto con i rappresentanti del settore apistico, convocato il 15 aprile dall’assessore regionale all’Agricoltura, Mino Taricco, al quale hanno partecipato le organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia), cooperativistiche (Fedagri-Confcooperative e LegaCoop Agroalimentare) e dei produttori (Aspromiele e Agripiemonte Miele), oltre a rappresentanti dell’assessorato, dell’Istituto Zooprofilattico e del Di.Va.P.R.A. dell’Università di Torino. Si è inoltre stabilito di formare un gruppo di lavoro tecnico, per analizzare e valutare approfonditamente i fenomeni riscontrati e verificare sul campo il nesso causa-effetto in modo puntuale, e di avviare una fase di sperimentazione agronomica per verificare i modelli attuativi di talune pratiche e l’impatto delle stesse sulla salute delle api. La Regione sarà presente al tavolo nazionale convocato sul tema dal Ministero dell’Agricoltura per il 22 aprile.
“Siamo pienamente consapevoli - ha affermato Taricco - delle problematiche che sta attraversando il settore apistico a causa dei fenomeni di moria di cui non sono ancora dimostrabili con precisione le cause. La questione merita attenzione ma anche i corretti approfondimenti, per salvaguardare sia il comparto specifico sia l’ecosistema nel suo complesso di cui le api sono un rilevatore e regolatore fondamentale”.









Servirebbe anche da noi: abbiam dei boschi che fanno cagare...
Con molto piacere segnalo la nascita di un nuovo blog: il post l'ho copiato pari pari dal blog di Albero
Dopo le richieste di informazioni sulle giornate divulgative tenute al Parco Naturale del Monte Fenera, è nata l'idea di creare un blog che è un misto tra l'informativo delle iniziative del Parco e la narrazione dell'esperienza di una ragazza che sta effettuando il Servizio Civile in un ente pubblico.
Come fare a non augurarle una buona e serena "navigazione", spero che troverete il blog interessante e costruttivo.
Il blog si chiama cronache dal Fenera e l'indirizzo è www.cronachedalfenera.splinder.com , si tratta di un blog "non ufficiale" per evitare tutti i casini che un blog "ufficiale" potrebbe creare...
...buona lettura!