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giovedì, 30 agosto 2007
A grande richiesta posto la ricetta dell'amaro alla genziana:

Mettere in un bicchiere e mezzo di vino rosso 5 - 6 pezzettini di radice di genziana, clandestinamente raccolta nei boschi alpini, e lasciare per circa 10 giorni.

Fare uno sciroppo con mezzo litro di acqua e 250 g di zucchero.

Aggiungere un quartino di alcol e 1 botticino di estratto di marzapane e mescolare di tanto in tanto.

Lasciare almeno un mese a riposare prima di degustare.
postato da: JohnDeere alle ore 08:34 | Permalink | commenti (7)
categoria:liquori
venerdì, 10 agosto 2007
Buone ferie a tutti dal povero forestale e dal Patriarca del Bosco.
Ci risentiamo a settembre.


postato da: JohnDeere alle ore 07:32 | Permalink | commenti (4)
categoria:boschi
martedì, 07 agosto 2007
Domenica mattina si è svolta la dodicesima edizione del Pentathlon del Boscaiolo a Tiglieto (GE).
Sette squadre si sono date battaglia nelle cinque prove previste.

Non benissimo la rappresentanza piemontese, vittima forse del troppo caldo.



Presentatosi come turista, il sottoscritto è stato per l'ennesima volta fregato e, dopo svariati richiami, messo a fare il giudice della prova del taglio dei pioli...





C'è anche stato chi dava consigli per l'abbattimento per poi tentare di prendere sotto il fotografo ufficiale... il palo è caduto di lato... ben conscia di questi pericoli e dei "boscaioli" impegnati nella prova, la fotografa ufficiale del blog si è mantenuta a debita distanza.





Dopo una gara avara di soddisfazioni, Massimiliano Montagna, Maestro d'ascia, di cui si narra già in un vecchio post, si è "sfogato" nel boscare castagno, sotto gli occhi del suo maestro Giovanni.
postato da: JohnDeere alle ore 08:08 | Permalink | commenti (9)
categoria:boscaioli
lunedì, 06 agosto 2007
E' girando per i boschi della erta Valsesia che ci si accorge come un tempo la fame di legna fosse molto forte.
In posti molto spesso inaccessibili, in cui pensare di tagliare legna sia impossibile, vuoi per la difficoltà ad arrivarci, vuoi per la lontananza da strade e paesi, si ritrovano i resti di vecchi cavi: usurati dal tempo, stringono ancora i tronchi dei faggi più grossi e resistenti, estremità di linee di esbosco lunghe centinaia di metri che trasportavano a valle quintali di legname.



Non c'erano certo il metano o le stufe a kerosene: solo legna di valle, magari proprio del buon faggio, che brucia bene e a lungo.



Eppure sembra che abbiano voluto far tutto di corsa, lasciando nel bosco metri di cavo resistente e flessibile: forse volevano dire ai forestali di oggi "Siamo passati anche di qui!", memorie di tempi duri, memorie di fame di legna.



A margine: il libro "fame d'erba" di cui un post più in basso, è già stato venduto nonostante la quotazione... che regret!!
postato da: JohnDeere alle ore 08:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:montagna, boschi
venerdì, 03 agosto 2007
Com'era fresca la sera l'aria di Rima, il comune più alto della Valsesia, a 1.417 m.
Ho trascorso lì tutta la settimana (il blog ha latitato...) per i rilievi forestali della parte alta della Val Sermenza.



A Rima c'è un larice monuntale: misura 4,27 m di circonferenza e 39 m di altezza, misurati stamattina prima di scendere.
Non è la sola pianta di grandi dimensioni che ho trovato in questi giorni.

A Carcoforo abbiamo "carotato" un larice per stimarne l'età: più di 370 anni!
Ma tutti le piante intorno a lui possono definirsi dei veri patriarchi.
I loro diametri superano sempre i 70 cm e arrivano fino a 30 m di altezza!



Peccato che quando hanno fatto il rimboschimento (circa 30 anni fa) hanno messo a dimora il larice giapponese, che tra l'altro si rinnova benissimo...



A Rima ci sono da sempre problemi di valanghe: le chiamano le 2 sorelle perchè scendono sempre insieme; Zube e Mettawolt (origini walser...) i loro nomi.



Mettawolt parte da qui in cima, quasi a 2.700 m. Hanno già fatto tempo fa un rimboschimento con il pino montano, ma su poca superficie. Vedremo se ci sarà la possibilità di mettere a dimora altre piante e tranquillizzare un pò questa valanga: fermarla non si può.



Oggi invece sono andato a vedere altri boschi di protezione, a Rimasco.
L'efficacia del bosco è indiscutibile, non ci fosse tutti i massi finirebbero sulla statale. E' impressionante come singole piante siano capaci di arrestare la caduta di massi di grosse dimensioni.



Salendo lungo il pendio, questa faggeta si "trasforma" piano piano in una abetina: il bosco è veramente bello, gli abeti sono dritti, colonne verso il cielo e sotto c'è una bella rinnovazione. Un bosco dinamico, come deve sempre essere, altro che bosco pulito!





Le giovani plantule sono però vittime del flagello degli ungulati. Bisognerebbe riequilibrare un pò le cose!
postato da: JohnDeere alle ore 17:58 | Permalink | commenti (1)
categoria:boschi, valsesia