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lunedì, 24 settembre 2007
Lo scorso week end si è tenuto ad Alagna, o meglio Im Land, il XVI Walser Treffen, l'incontro del popolo Walser, che si riunisce ogni tre anni.
Per le sensazioni e le impressioni provate durante questa bellissima festa, rimando all'articoletto che ho scritto per Discoveryalps; sfrutto invece il blog per una riflessione che ho fatto domenica pomeriggio rientrando verso la macchina, posteggiata 4 km più a valle, a Riva Valdobbia.





La riflessione riguarda l'orgoglio e il senso di appartenenza di questa gente. Premesso che molti gruppi dei diversi paesi hanno sicuramente "rimpolpato" le fila con persone che Walser non sono, mi ha colpito come gente proveniente da 4 Stati (Italia, Liechtestein, Svizzera e Austria), si senta unita in una sola nazione, senza tuttavia una lingua comune. Certo, i Walser hanno una lingua ufficiale, il Titschu, che però, a parte alcuni corsi nelle scuole, e salvo pochissimi vecchi su nei paesi, non è più parlato.
Certo è bello sentire il Padre Nostro in questo germanico antico, spero proprio che non vada perso.





E' quindi il territorio, e il senso di appartenenza ad esso, che plasma l'identità della gente, molto più della lingua. Prima di ieri pensavo il contrario.









L'appuntamento per la prossima edizione del Walser Treffen è fra tre anni in Liechtestein!

postato da: JohnDeere alle ore 17:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:montagna, tradizioni, valsesia
lunedì, 24 settembre 2007

Il lavoro degli operatori forestali, soprattutto in montagna, richiede un elevato livello di professionalità e di specializzazione. È un’attività indispensabile per la manutenzione del territorio, per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la prevenzione del rischio di incendi, in quanto boschi coltivati risultano migliori e più efficienti sotto tali profili. Si tratta quindi di una professione strettamente collegata con la salvaguardia ambientale.



Con tutto ciò questa attività sta scomparendo per mancanza di adeguato riconoscimento normativo e sociale. Per il settore, ove prevale il lavoro autonomo di piccole ditte, manca una normativa specifica dal punto di vista previdenziale, amministrativo, fiscale. Il boscaiolo, che lavora in condizioni difficili, non vede riconosciuta la propria dignità professionale. Il lavoro irregolare, clandestino, in condizioni di sicurezza nulle è estremamente diffuso e soffoca le imprese che operano nel rispetto delle normative. Il lavoratore non è incoraggiato ad operare in regime regolare, per mancanza di incentivi e di forme di controllo delle violazioni. Pertanto le figure del boscaiolo e dell’operaio forestale vengono a poco a poco sostituite da lavoratori occasionali, privi di professionalità, irregolari dal punto di vista fiscale, previdenziale e della sicurezza. I risvolti negativi di questa situazione si ripercuotono pesantemente a livello sociale e ambientale, in particolar modo in zone montane.

Attraverso la cassa di risonanza di Forlener, è possibile sensibilizzare il mondo forestale e i visitatori della Fiera sulle attività delle Associazioni dei Boscaioli. La formula proposta è quella che si è consolidata nel corso degli ultimi anni, coniugando i richiami alle tradizioni passate, tramite il museo del boscaiolo, all’azione di rappresentanza, grazie alla costante presenza dei tecnici delle Associazioni durante l’evento.

Passate a trovarmi, stand A.Re.B. e Valli del Rosa

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categoria:boscaioli
martedì, 18 settembre 2007

Da sempre il bosco ha ispirato il mistero, il fantastico, il fiabesco, grazie alla capacità sua propria di proiettarci in quel territorio di confine che sta tra il possibile e l’immaginario. Qui gli artisti hanno preso ispirazione ed è qui che, una volta tanto, si è deciso di riportare quanto è stato preso, in forma nobilitata, con il valore aggiunto del genio artistico di compositori e interpreti, i quali hanno saputo plasmare l’ispirazione del bosco in una delle elaborazioni più elevate dello spirito umano: la musica.


Sabato scorso, nella splendida cornice della faggeta di Valmaggiore (Quarona – VC), si è tenuto “Mormorii della Foresta – fiaba musicale a più voci tra fate, streghe, folletti e sortilegi”, organizzato dall’Associazione Forestale Valli del Rosa, Valsesia Musica e Valsesia Country e patrocinato dalla Comunità Montana Valsesia e dalla Regione Piemonte.



 


E così i vari interpreti, sotto la guida del Maestro Balzani, hanno ridato vita ai brani di Strass, von Weber, Kreisler, Mussorgsky e molti altri in questa sala da concerto particolare, con la sua acustica naturale e la sua straordinaria potenza suggestiva.

 


Il buon successo dell’iniziativa fa credere che sabato sia nato quello che diventerà un appuntamento fisso nei boschi della Valsesia, tra fate, streghe, folletti e sortilegi.



postato da: JohnDeere alle ore 08:42 | Permalink | commenti (9)
categoria:musica, boschi
lunedì, 17 settembre 2007
Messner scrive oggi sulle pagine della Gazzetta dello Sport che non ha portato suo figlio allo zoo, ma a vedere la transumanza di un gregge di 2.000 pecore. Hanno aiutato i bergè a scendere (anche lungo un ghiaccio) e poi hanno comprato da loro il formaggio, che la legge vuole che si faccia come in un caseificio, ma solo quello sa di libertà.
postato da: JohnDeere alle ore 12:50 | Permalink | commenti (3)
categoria:montagna, alpeggi
venerdì, 14 settembre 2007
Si sale in Val Chiappa (...), valle laterale della Valsermenza, valle laterale della Valsesia.
Una miniera di legname, mi è stato detto. Pensa di progettare una strada, una pista, un tagliafuoco, mi hanno detto.
"Chissà cosa direbbero gli amici di Otro di Piaggiogna" ho pensato "visto vivono proprio lì sotto".
Magari pensare a una ruspa che spiana la montagna per fare una strada...
Beh, li ho incontrati lungo il sentiero: ho preso il discorso da lontano, infatti la strada è solo un'idea.
Mi ha preceduto lei: "Ci vorrebbe un bel tagliafuoco! Se lo fai ti regalo  una baita walser del 1700... da ristrutturare." Che dire...

Il sentiero porta alle Piane (toponimo usatissimo sulle Alpi, un pò meno in Valsesia)...








... per poi proseguire a Sustino.





Chissà dov'è la baita walser...


Arriviamo finalmente nel bosco: il solito faggio. Il solito ceduo di faggio invecchiato, rasato a zero durante la guerra e ancora un colpetto poco dopo. Una miniera di legname abbandonata: troppo lontana dalla strada, con i giacimenti che si stanno riprendendo solo adesso dallo sfruttamento passato.






40 ettari di bosco, 1 €/q in piedi il faggio poco comodo, 1.000 quintali a ettaro = 40.000 € di legname
13.000 € al Km l'apertura con ruspa, almeno altrettanti (sempre al Km) per tenere su il versante, canalette e quant'altro, il tutto per circa 15 Km.
Ne vale la pena?
Forse economicamente no, ma senza strada quanto vivrà ancora questa valle (senza contare la baita walser)?
postato da: JohnDeere alle ore 08:31 | Permalink | commenti (2)
categoria:montagna, boschi, valsesia, alpeggi
giovedì, 13 settembre 2007
Un piccolo abitante della foresta in difficoltà; mi è spiaciuto molto trovarlo tremolante lungo il sentiero, con una bastardissima mosca che gli ronzava intorno.




E' il corso della natura, in cui resiste il più forte. Forse è proprio stato abbandonato dalla mamma: abbiamo cercato la sua casa, ma non l'abbiamo vista.




Probabilmente il piccolo abitante della foresta ha già trovato un bosco migliore, con alberi alti e pieni di ghiande...
postato da: JohnDeere alle ore 15:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:animali
mercoledì, 12 settembre 2007
Concludo la trilogia del viaggio all'estero con il ritorno: io, Marino sindaco di Carcoforo e il giornalista della stampa della Valposchiavo. Durante la lunga discesa per l'erta stradina, ci ha raccontato un pò di storie della valle, degli eventi alluvionali che l'hanno colpita 20 anni fa (siamo praticamente in Valtellina...)



Come tanti paesini delle Alpi, anche qui un tempo si viveva tutto l'anno. Tempi in cui la maestra della scuola (ormai chiusa da decenni) saliva su a dorso di mulo, e dove in inverno si rimaneva isolati (Marino dice che nel suo comune capita sempre anche adesso...)



Certo che questo vallone è veramente ripido, chissà chi ha avuto il coraggio di progettare la strada! Così non mi lamenterò più della Valsesia...

Scendendo abbiamo incrociato degli uomini che sfalciavano il prato: chissà cosa avrebbero detto a chi si è fatto due giorni in malga a mangiare e bere discutendo dei problemi dell'alpeggio.


postato da: JohnDeere alle ore 17:00 | Permalink | commenti (1)
categoria:montagna, alpeggi
mercoledì, 12 settembre 2007
Nel resoconto del viaggio in Svizzera non può mancare il fatto che è stata l'occasione per conoscere Marzia, autrice del blog sui pastori.
La cosa strana è stata che è come se la conoscessi da tempo, visto che sapevo moltissimi sui racconti per averli letti nei libri e sul blog.
Per proseguire la trilogia: nessuno potrà resistere al potere dei due blog...

(presto post seri con foto...)
postato da: JohnDeere alle ore 16:42 | Permalink | commenti (1)
categoria:alpeggi
lunedì, 10 settembre 2007

"Sull'alpeggio in alpeggio", titolo del seminario tenutosi nel week end nella Valposchiavo in CH. Il Signore degli Alpeggi, l'avv. Plinio, novello Julius Kugy dell'Alpe Li Piani, ha convocato da tutte le Alpi i più valorosi difensori del mondo rurale; ogni rappresentante delle genti montane si è presentato nel suo regno: grigioni e ticinesi, questi ultimi rappresentati dalla loro più valorosa guerriera, valtellinesi, i difensori del bitto, piemontesi di varie vallate, professori e funzionari.


Novelli massoni, rinchiusi al sicuro nell'"alpeggio non alpeggio", (ma le vache 'ntè chi son?) si concilia sui problemi della montagna, difendere gli abitanti dal bosco e dagli animali, dalle leggi di Roma ladrona e dall'oscuro signore di Bruxelles.

 


Tutto bello e interessante, ma secondo me bisogna ancora ragionare sulle infrastrutture, sul servire gli alpeggi per aiutare chi ci lavora: solo dopo pensare al resto, all'educazione ambientale e al turista che vuole il bitto, magari in una qualsiasi vallata lombarda.


"Molti interreg finanziano cazzate!" gridò il sostituto del rappresentante di Rima, un povero dottorino forestale subito ghettizzato per queste sue affermazioni poco concilianti.


E sia! Questa sarà la Compagnia dell'Alpeggio, in missione contro gli Oscuri Signori delle Terre... Alte (nessun riferimento a.... enti nostrani...)

postato da: JohnDeere alle ore 10:43 | Permalink | commenti (4)
categoria:alpeggi
giovedì, 06 settembre 2007

La pecceta è un tipico bosco montano con prevalenza di Abete Rosso, detto anche Peccio. Si tratta di una formazione forestale ampiamente diffusa nei territori montani, sia per colonizzazione spontanea sia a seguito di estesi interventi di rimboschimento.

 
La comunità di piante e animali che si sviluppa nel suolo della pecceta è fortemente condizionata dalle condizioni ecologiche prodotte dalla copertura degli Abeti, in particolare dalla scarsa luminosità del sottobosco e dalla tendenziale acidità del suolo dovuto agli aghi secchi che vi si depositano. Ecco quindi che il sottobosco è strutturalmente povero ed il suolo è coperto in modo discontinuo da muschi ed erbe.

 

I tronchi e le chiome degli Abeti costituisco invece l’ambiente d’elezione di alcune specie di animali particolarmente legate alla pecceta montana. È il caso, tra gli uccelli, del Regolo, che ricerca il cibo esplorando le fronde degli Abeti, della Cincia Mora, che nidifica nelle cavità disponibili sui tronchi, e del Crociere, che estraggono i semi delle pigne con i loro becchi incrociati. Tra i mammiferi, anche lo Scoiattolo utilizza come fonte alimentare le pigne, staccandone le squame con i denti.


postato da: JohnDeere alle ore 08:10 | Permalink | commenti (4)
categoria:boschi