Per le sensazioni e le impressioni provate durante questa bellissima festa, rimando all'articoletto che ho scritto per Discoveryalps; sfrutto invece il blog per una riflessione che ho fatto domenica pomeriggio rientrando verso la macchina, posteggiata 4 km più a valle, a Riva Valdobbia.

La riflessione riguarda l'orgoglio e il senso di appartenenza di questa gente. Premesso che molti gruppi dei diversi paesi hanno sicuramente "rimpolpato" le fila con persone che Walser non sono, mi ha colpito come gente proveniente da 4 Stati (Italia, Liechtestein, Svizzera e Austria), si senta unita in una sola nazione, senza tuttavia una lingua comune. Certo, i Walser hanno una lingua ufficiale, il Titschu, che però, a parte alcuni corsi nelle scuole, e salvo pochissimi vecchi su nei paesi, non è più parlato.
Certo è bello sentire il Padre Nostro in questo germanico antico, spero proprio che non vada perso.

E' quindi il territorio, e il senso di appartenenza ad esso, che plasma l'identità della gente, molto più della lingua. Prima di ieri pensavo il contrario.



L'appuntamento per la prossima edizione del Walser Treffen è fra tre anni in Liechtestein!
categoria:montagna, tradizioni, valsesia
































