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venerdì, 28 dicembre 2007
Qualche immagine relativa all'esbosco per avvallamento di cui al post precedente.










avvallamento
postato da: JohnDeere alle ore 19:47 | Permalink | commenti (5)
categoria:boschi, valle daosta, boscaioli
giovedì, 27 dicembre 2007





L'avvallamento era un tempo molto usato: il legname veniva infatti esboscato facendolo scivolare lungo le linee di massima pendenza, a volte sfruttando addirittura i creus ghiacciati.

Oggi, grazie anche alle moderne teleferiche, è una pratica meno frequente da vedere.
In questo caso ci troviamo in Val d'Ayas (AO): il legname viene fatto scendere dal versante fino ad un imposto. Qui la gru a cavo lo porterà sull'altro versante di fronte dove c'è la strada.


Tengo a sottolineare ancora una volta come nel bosco si vedano piante di età diversa: quelle mature vengono tagliate per lasciare spazio alla nuova generazione, perpetuando il bosco con la rinnovazione naturale. Non siamo certo in Svezia, la nursery degli alberi... ma come si fa a dire certe cose?

 


postato da: JohnDeere alle ore 10:30 | Permalink | commenti (6)
categoria:boschi, valle daosta, boscaioli
domenica, 23 dicembre 2007
auguri
postato da: JohnDeere alle ore 12:35 | Permalink | commenti (5)
categoria:
giovedì, 20 dicembre 2007
Mi piace parlare con i vecchi montanari o sentire raccontare le loro storie, spesso davanti ad un (...) bicchiere di vino.
Ricordo una decina di anni fa in Valli di Lanzo, credo a Cantoira, aver parlato con Giovanni 'd cà Ghitta, che certo avevo conosciuto lì. Sai come succede: entri in un bar e cominci a dire due parole. Giovanni raccontò di essere stato portiere del Toro negli anni '30 e che la sua più grande soddisfazione calcistica fu aver parato un rigore a Silvio Piola. Credo che in quegli anni dire Silvio Piola fosse come parlare oggi di Maldini o Del Piero, di quelle bandiere che davano romanticismo al calcio degli albori. Fermare un tiro dal dischetto del più prolifico centrattacco italiano non era certo da tutti.
Per quella generazione Piola ha forse rappresentato qualcosa più di un simbolo, quasi un'identificazione. La buonanima di mio zio, astigiano anche lui trapiantato sui monti, mi ripeteva sempre con molto orgoglio di averlo conosciuto sotto le armi.





Dopo l'incontro con Giovanni non pensai più a Silvio Piola. Passano gli anni e mi ritrovo una sera d'estate al Rifugio Guglielmina al Col d'Olen; è una serata di festa, conclusione al cabaret di Daniele Conserva, artista Valsesiano. Che cantastorie, quasi di un tempo: le goliardie, le tragedie, i ricordi di Varallo nella musica di un chansonnier. E naturalmente la canzone sul vecchio amico conta frottole, quello che per farsi bello se le inventa di tutti i colori. E tra le tante storie buffe cosa esce?
"Ho parato un rigore a Silvio Piola" dice il ballista nella canzone.
Io trasecolo: anche in Valsesia un portiere che ferma il grande attaccante?
La canzone va avanti, narra di Piola un giorno a Varallo portato al bar dove c'era il finto portiere. Il paese pregusta la vendetta, metter davanti all'amico la sua storia più grande; con complicità il campione si avvia verso il tavolo:
"Salve si ricorda di me? Anni fa mi parò un rigore!"
"No! Due!!" fu la risposta.




La canzone chiuse la serata, ma nel letto continuai a pensare all'analogia delle due storie... solo coincidenze o una nuova leggenda alpina? Il prossimo vecchio montanaro che mi dice che ha parato un rigore a Piola sarà l'input per un nuovo quaderno di cultura alpina.
postato da: JohnDeere alle ore 21:44 | Permalink | commenti (9)
categoria:tradizioni, montanari, valsesia
mercoledì, 19 dicembre 2007
Porto i soldi in banca, un bel capitale; lo lascio lì affinchè maturino gli interessi (almeno una volta mi dicono che era così...). Se spendo solo parte degli interessi, il mio capitale non diminuisce, anzi... continua ad aumentare.

Il bosco è il mio capitale: ogni anno i boschi piemontesi maturano "interessi" pari a 5 mc/ha. Cioè ogni ettaro di bosco (superficie pari a circa un campo da calcio) aumenta di 5 mc ogni anno.

I boscaioli piemontesi prelevano mediamente ogni anno 2 - 2,5 mc/ha. I boscaioli non spendono neanche tutto l'interesse maturato e il capitale aumenta...
postato da: JohnDeere alle ore 10:07 | Permalink | commenti (6)
categoria:boschi
martedì, 18 dicembre 2007
Come il pioppo in pianura. Questa era l'idea alla base degli impianti di pino strobo effettuati qualche decennio fa in media montagna. Una prima idea di arboricoltura da legno per aumentare la materia prima per le carterie.
Fu un fallimento.
Oggi ci troviamo molti impianti di pino strobo, spesso mai diradati, e quindi con piante filate e instabili, di nessuna utilità. Tecnologicamente è un legno poco valido, forse giusto solo per gli imballaggi ed ecologicamente è un insulto alla biodiversità e alla natura. Il problema di non valere niente è che oggi rappresenta solo un costo nella gestione forestale, nessuno lo vuole tagliare.
Come sarebbe bello al suo posto un bel querceto di rovere!

Un ottimo impiego è quindi quello di "palestra" per i corsi di formazione per futuri boscaioli. Piante dritte, in piano, generalmente in fila: l'ideale per prendere confidenza con motosega, mazza e cunei.




postato da: JohnDeere alle ore 08:29 | Permalink | commenti (5)
categoria:boschi, boscaioli
lunedì, 17 dicembre 2007
Cosa ci fanno delle baite (diroccate), con tanto di stalla, in un bosco??




Da una lettura più attenta si nota come queste piante siano aceri, veri e propri colonizzatori dei pascoli (al pari dei frassini). L'abbandono della montagna, delle pratiche pastorali, ha lasciato spazio per il ritorno disordinato del bosco, che trova su terreni assai fertili ottima dimora.
Ecco che, leggendo e confrontando i risultati degli ultimi inventari forestali, sia nazionali che regionali, ci accorgiamo come in Italia sia aumentata la superficie coperta dai boschi. Di questo però non dobbiamo ringraziare nessuno, anzi! L'abbandono della montagna non è certo un merito o una cosa di cui felicitarsi. Solo dopo eventi alluvionali ci ricordiamo che la salvaguardia della pianura passa dalla salvaguardia dei nostri monti. La crescita incontrollata del bosco non è in questo caso un segnale positivo, ma solo un ulteriore dato sulla non curanza del territorio.

postato da: JohnDeere alle ore 13:03 | Permalink | commenti (4)
categoria:boschi, alpeggi
venerdì, 14 dicembre 2007




Ecco invece un taglio classico: abbattimento di un (discreto) pollone in un ceduo di castagno; si noti come in ogni ceppaia siano presenti più "tronchi" (detti appunto polloni) che il boscaiolo seleziona.
In pratica si sfrutta la capacità delle latifoglie di emettere nuovi polloni dopo il taglio.
postato da: JohnDeere alle ore 19:54 | Permalink | commenti (4)
categoria:boschi, boscaioli
mercoledì, 12 dicembre 2007

Il Tir-for permette l'abbattimento in sicurezza di piante inclinate. In questo caso non era possibile abbattere la pianta nella direzione naturale di caduta, in quanto sarebbe finita sulla strada.

postato da: JohnDeere alle ore 18:37 | Permalink | commenti (11)
categoria:boscaioli
lunedì, 10 dicembre 2007
I tragici fatti di questi giorni hanno portato alla ribalta un argomento spinoso: la sicurezza sul lavoro. Non entro certo io nei dettagli di quanto successo a Torino, ma una riflessione generale e oggettiva mostra come questo tema non sia assolutamente sentito in Italia, tanto dai datori di lavoro che dai lavoratori stessi. La cosa vale in moltissimi campi e, come spesso accade in Italia, sembra quasi che il comportamento virtuoso sia quello di colui che infrange le regole, che per altro ci sono: il mostrarsi capace di lavorare senza dover ricorrere ai "fastidiosi" dispositivi di protezione individuale "tanto a me non capita!".

Anche qualche boscaiolo purtroppo fa questi ragionamenti o li giustifica con la necessità di produttività, "perchè non posso certo lavorare in estate vestito come l'omino Michelin..."
Eppure la professionalità dovrebbe vedersi anche dal rispetto non solo della legge ma anche della persona. E, diciamo la verità, esistono oggi DPI per il lavoro in bosco che permettono la massima produttività.
E' esclusivamente una questione di mentalità, forse a volte basterebbe anche solo un pò di modestia.





Il bravo boscaiolo si veste così

postato da: JohnDeere alle ore 19:57 | Permalink | commenti (4)
categoria:boscaioli