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giovedì, 31 gennaio 2008
Già che l'amico Pierforestale ne ha fatto cenno... ecco le foto dell'incontro dei due blogger alla bagna caoda di sabato scorso, preparata dal sottoscritto.










Bicer veuid (buta finija, ancaminà 'l pinton), euj farnastich, chiel con al me capél.
postato da: JohnDeere alle ore 20:55 | Permalink | commenti (11)
categoria:ricette
mercoledì, 30 gennaio 2008

"Allora hai tagliato sti noci?" (vedi post)

"No, aspetto la luna calante, sennò il legno gamola!"

E io che pensavo che a ste cose ci credesse solo Mauro Corona! In luna crescente il legno gamola: il rovere lo devono vaporizzare se tagliato in luna sbagliata, ma nonostante il trattamento il suo legno sembrerà quello del tiglio, mordibo come burro.

"E magari te lo fan pagare anche di più!"

 

 

E' un abete bianco e non un noce, lo so....

 

postato da: JohnDeere alle ore 08:32 | Permalink | commenti (6)
categoria:boscaioli
venerdì, 25 gennaio 2008
Carlac ha un bellissimo blog, con sempre tanti commenti e complimenti; poi ogni tanto arrivo io e rovino l'armonia... credo che il giorno che mi troverà per strada me le darà di santa ragione!
Oggetto del contendere è lo scoiattolo grigio: Carlac ha fatto una bellissima foto ma il mio commento è stato di disappunto. Motivo qui sotto la mia posizione a riguardo:





Tratto da:

http://www.officine.it/move/trend/biancardi.htm

E' arrivato in Italia nel secondo dopoguerra, insieme al chewing-gum, al be-bop e a Humphrey Bogart, ma la sua opera di lenta "invasione" e' passata perlopiu' inosservata. Stiamo parlando dello Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), una specie originaria degli Stati Uniti orientali.

Come e' arrivato in Italia lo Scoiattolo grigio? Anche la sua storia ha a che fare, in un certo senso, con gli avvenimenti socio-politici legati alla fine del secondo conflitto mondiale. Fu infatti un diplomatico italiano, l'Ing. Giuseppe Casimiro Simonis di Vallario, che, trovandosi in missione nella capitale statunitense per la definizione di accordi economici, noto' la simpatia e la socievolezza degli scoiattoli presenti nei parchi cittadini; correva l'anno 1947, e la primavera dell'anno successivo si fece spedire 2 coppie di scoiattoli con l'intento di liberarli nel parco della propria villa di Candiolo, nei pressi di Torino. Una coppia fu subito liberata ed immediatamente fuggi' per i boschi, la seconda, tenuta precauzionalmente in gabbia, riusci' a fuggire ma rimase nel giardino di villa Simonis e li' si riprodusse. Da allora lo Scoiattolo grigio si e' diffuso su un area pianeggiante a sud-ovest di Torino, compresa fra il Po e i primi contrafforti alpini, che oggi ammonta a circa 250 Kmq, ma in lenta e continua espansione.
Ironia della sorte, gli esemplari rimasti a villa Simonis (erano 12 nel 1974) furono abbattuti a fucilate nel 1977 per i danni arrecati alle piante da frutto.

Non abbiamo ancora chiarito perche' ci interessa questa storia ne' perche' parliamo di "nemico americano". Per farlo dobbiamo introdurre il co-protagonista di questa vicenda: lo Scoiattolo rosso europeo (Sciurus vulgaris).

Quest'ultima specie, il "nostro" Scoiattolo, e' l'unica indigena in Europa.



I due scoiattoli presentano differenze morfologiche: piu' grosso e massiccio il "parente" americano (25-27 cm testa-corpo contro 19-22 cm; 550-650 g di peso contro 250-300 g), che è anche meno legato alla vita arboricola e meno esigente in fatto di alimentazione; puo', grazie alla maggior flessibilita' e capacita' di sfruttamento delle risorse, arrivare a densita' di popolazione molto superiori rispetto ai valori tipici dello Scoiattolo rosso (4-6 individui/ha contro 0.5-1.5).
Tenendo conto che entrambe le specie possono colonizzare gli stessi ambienti e utilizzare le stesse risorse trofiche (ovvero le stesse fonti alimentari) e logistiche (gli stessi siti di nidificazione) si può comprendere come nella inevitabile competizione che ne seguirebbe la specie nord-americana sarebbe sotto molti versi avvantaggiata. Ecco dunque il punto. In condizioni naturali la competizione e' impossibile, poiché le due popolazioni occupano territori ben distinti: i boschi, soprattutto di latifoglie, del nord-est americano l'una e i boschi, di conifere e latifoglie, dell'Eurasia l'altra; ma oggi le condizioni naturali sono state alterate, in maniera insensata, dall'uomo e, nelle zone attualmente occupate dallo Scoiattolo grigio, il concorrente Scoiattolo rosso e' in declino se non addirittura scomparso.

In Europa esiste effettivamente un precedente piuttosto preoccupante: in Gran Bretagna lo Scoiattolo grigio fu introdotto come animale ornamentale per parchi e giardini a partire dal 1876. Le immissioni continuarono fino al 1929, quando ci si accorse, pur non conoscendo i meccanismi di fondo del fenomeno, di un fatto inconfutabile: gli scoiattoli grigi stavano conquistando aree sempre piu' vaste, dalle quali scacciavano gli scoiattoli rossi il cui numero stava declinando in maniera paurosa. Oggi lo Scoiattolo grigio occupa stabilmente tutta l'Inghilterra e il Galles, parte della Scozia e una parte dell'Irlanda, intorno a Dublino. Lo Scoiattolo rosso e' relegato nelle foreste di Pino silvestre della Scozia e nella restante parte dell'Irlanda.

Il grido d'allarme di ricercatori ed esperti e' giustificato dal fatto che, se non venisse circoscritto, questo fenomeno potrebbe avere conseguenze disastrose prima di tutto per lo Scoiattolo rosso, ma anche per il patrimonio forestale, poiché lo Scoiattolo grigio, per la sua voracità e per l'alta densità di individui per ettaro nelle sue popolazioni, può provocare danni considerevoli alle specie arboree, decorticando gli alberi allo scopo di raggiungere la linfa, e alle coltivazioni. Dal lato gestionale, invece, interventi volti a limitare l'espansione dello Scoiattolo grigio sono allo studio dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Tra le misure proposte vi e' la cattura e la soppressione degli animali, cosa che ha provocato le ire di gruppi zoofili e animalisti. Tuttavia anche alcune associazioni protezionistiche hanno dovuto convenire sul fatto che, per evitare disequilibri dannosi all'intero ecosistema che con la sparizione di una specie autoctona sarebbero inevitabili, si possano prendere provvedimenti di una certa drasticità.


Il sito del Ministero dell'Ambiente (!!!) scrive a proposito:

Lo Scoiattolo grigio rappresenta un serio pericolo in quanto arreca gravi danni agli alberi che scorteccia ed ai raccolti di alcune colture specializzate (noccioleti), ma soprattutto perché compete con la specie autoctona Sciurus vulgaris che soppianta laddove si insedia; inoltre è un abile predatore di uova e nidiacei. E' auspicabile una immediata e completa rimozione di questa specie dal territorio nazionale.


Esiste anche una petizione:

http://www.ecoitaly.net/sva/scoiattolo_firma.htm


postato da: JohnDeere alle ore 08:19 | Permalink | commenti (16)
categoria:animali
mercoledì, 23 gennaio 2008
Un bravo boscaiolo non è certo solo un semplice taglialegna. Oltre alla professionalità necessaria per montare una linea di esbosco, impalmare una fune, utilizzare macchine operatrici, il boscaiolo è anche un conoscitore del mercato del tondo.
Il bravo tecnico forestale impara ascoltando quello che bravi boscaioli gli raccontano davanti ad un caffè, facendo schissa dall'ufficio.
Il mercato del tondo è così frammentato, difficile da decifrare, ma a volte però basta proprio farsi due conti:
"20 anni fa volevo comprare dei noci" mi racconta il boscaiolo "ma non hanno voluto vendermeli. Dicevano che offrivo troppo poco.
Ieri, lo stesso proprietario, mi ha chiamato per abbatterli perchè sono diventati pericolanti e mi ha anche pagato! Il legname che mi portavo a casa non valeva l'intervento..."

postato da: JohnDeere alle ore 08:53 | Permalink | commenti (9)
categoria:boscaioli
lunedì, 21 gennaio 2008

Va da sè che il forestale tra la strada veloce e sicura del fondovalle e quella erta delle montagne, per tornare "a baita" (o meglio... in ufficio) sceglie quest'ultima.

Sono così passato davanti alla pineta di San Bernardo che, assieme ad un giovane Pierforestale, avevo martellato (e misurato 2 volte vero??!!!).

Si trattava di un intervento di messa in sicurezza della strada e delle case, dominate da queste enormi conifere che incutevano negli abitati un certo timore.

Essendo due giovani selvicoltori, oltre al taglio di sicurezza, che ha lasciato quel desolante vuoto, abbiamo fatto anche qualche piccola "buca" nel popolamento, sperando così che la rinnovazione naturale possa affermarsi. Magari quest'estate tornerò a vedere.

postato da: JohnDeere alle ore 17:24 | Permalink | commenti (9)
categoria:boschi, valsesia
venerdì, 18 gennaio 2008
Chiudo la carrellata di vini assaggiati in Trentino con un approfondimento sul Moscato Rosa, che mi ha indubbiamente incuriosito (cosa volete, da astigiano per me il Moscato è paglierino, giallo intenso e brillante...)





Questo vino, prodotto in quantità molto limitate, è ottenuto da uve proprio di Moscato Rosa (non è un bianco a cui si aggiunge qualcosa) ed ha una resa ad ettaro bassissima, intorno ai 30 - 40 q (il Moscato d'Asti mi sembra si attesti sui 100q/ha).
E' frutto di una lunga maturazione sulla pianta che ne assicura la struttura ed un'elevata gradazione alcolica naturale, fino a 14,5%!! Il vino ha un colore rosso - rosato ed un profumo intenso ma delicato in cui gli esperti sentiranno dentro quello che vogliono...a me piace così!
Si accompagna bene alla pasticceria secca, alla frutta, qualcuno dice che è un vino da meditazione, ma io quando bevo non riesco a meditare.

Piasì!
postato da: JohnDeere alle ore 13:06 | Permalink | commenti (3)
categoria:trentino, vini
lunedì, 14 gennaio 2008

Sempre dalle due chiacchiere fatte con Lon venerdì, è uscito fuori questo sito www.gurndin.it Vi invito a dargli un'occhiata, soprattutto alle immagini (che trovate sotto meccanizzazione esempi).


Cosa dire?
Gli stati d'animo del giovane tecnico forestale e del giovanissimo boscaiolo sono stati nell'ordine:

@ "Che figata!!" perchè di fronte alla grandezza, all'enormità si resta stupiti per definizione. E poi leggi le attrezzature: 2 harvester, 2 forwarder, gru a cavo, un argano che è grosso come il mio esoso bilocale varallese... Puoi unire tutto il parco macchine forestale valsesiano e non arrivi a metà rispetto a loro...

@ Raffreddamento ma con ammirazione: perché inizi a chiederti cosa ci sta a fare un boscaiolo che non riesce a tagliare un ettaro tutto insieme (idem per il tecnico) ma hai ancora negli occhi che da qualche parte si può fare...

@ Dubbio: taglio raso con rinnovazione artificiale posticipata... cosa servo io in quel contesto? Basta un ragioniere (sì, lo sono... ho ancora una speranza...)

@ Dubbio più grande: beh sì, insomma... questa è la famosa nursery degli alberi svedese: per ogni albero tagliato se ne piantano di nuovi... e sapete come la penso.

Niente da fare: quella del centro – nord Europa è una realtà troppo diversa; in una foto si vede molto bene il bosco tagliato a raso, la parte di bosco giovane e la parte di bosco maturo… da noi si fa col pioppo, lì con abete rosso. Sulle nostre montagne è impensabile. 

Sarei interessato a sapere cosa ne pensate.

postato da: JohnDeere alle ore 12:43 | Permalink | commenti (6)
categoria:boschi, boscaioli
venerdì, 11 gennaio 2008
Vi invito ad andare sul blog dell'intaglio del legno per votare il sondaggio delle opere migliori.
Mi raccomando non traditemi!!
postato da: JohnDeere alle ore 22:29 | Permalink | commenti (10)
categoria:intaglio nel legno
venerdì, 11 gennaio 2008
L'amico Lon oggi a pranzo mi ha detto di aver caricato su Youtube dei video fatti durante l'ultima edizione di Forlener... eccone uno!
PS: Caro Lon, ti ho appena pagato da bere al Gatto Nero, quindi non chiedermi diritti d'autore di sorta....


postato da: JohnDeere alle ore 14:20 | Permalink | commenti (3)
categoria:fiere, boscaioli
mercoledì, 09 gennaio 2008
Continuando a parlare di vini, durante il mio soggiorno in Trentino per le festività non ho potuto esimermi da una visita in una delle cantine "storiche" della Val Cembra.






Due anziani fratelli sono i custodi delle tradizioni enologiche di quella Valle; pare che quando vanno a cena fuori anche in piòla si portino dietro il loro vino. L'arrivo alla cantina è stato subito eloquente per il proseguio della giornata, con un'accogliente "Porco ***!!" lanciato dalla vigna al nostro indirizzo. Niente paura, era solo un caldo saluto e un gesto di stupore per la presenza dell'amico Sandro che da anni rifornisce qui la sua cantina.

La scelta di vini è vasta e, seppur sprovvisto io di damigiana (in teoria erano altri gli acquirenti...), non ho saputo trattenermi dall'acquisto di qualche litro.






Dotato di bicchiere per l'assaggio ho giusto lasciato da parte solo la Schiava, di cui parlo in un precedente post, anche perchè ne sono ben fornito.
L'atmosfera diventa subito gioviale, diciamo però che non bisogna avere fretta: i due fratelli hanno molti aneddotti da raccontare anche se purtroppo hanno più volte manifestato l'intenzione di "andare in pensione". E sulla riforma della previdenza la loro ricetta è "che ti paghino la pensione fino a 40 anni, poi lavori!"
E certo non si vedono all'orizzonte giovani che possano sostituirli, visto che il professore della scuola agraria insegna a potare con "la mano reversa"!

Alla fine degli assaggi non ho potuto farmi sfuggire il Moscato rosa, di cui ignoravo l'esistenza, e dalle eleganti sensazioni "dolci non dolci" (......) e la Nosiola che invece già conoscevo bene.
postato da: JohnDeere alle ore 08:16 | Permalink | commenti (11)
categoria:trentino, vini