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martedì, 29 aprile 2008
Come tutti saprete, Beppe Grillo ha da poco organizzato il secondo V Day.




Non entro nel merito della sua azione, ma stavo seriamente pensando di fare anche io un V Day, sulla montagna...

V Day della Montagna
Va da vìa i ciap Day

Situazione:
le stalle devono essere costruite ad una distanza di 100 m dagli altri edifici
Se immaginiamo la stalla di Heidi non ci sono grossi problemi, ma generalmente in inverno si scende nel fondovalle, dove teoricamente si era fatto fieno... se qualcuno ha presente un fondovalle qualsiasi delle nostre montagne capisce bene che è molto difficile parlare di sviluppo della zootecnia montana perchè non c'è più spazio per costruire una stalla... Va da vìa i ciap!

compensazione ambientale per le trasformazioni d'uso del suolo
se taglio un bosco per costruirci un'autostrada o una casa devo fare una compensazione ambientale, cioè reimpiantare bosco per una superficie TOT volte superiore a quella trasformata. Giusto.
Stessa cosa però se voglio recuperare vecchi terrazzamenti oggi invasi dal bosco (accatastati magari come prato) per fare coltivazione di piccoli frutti o chissà cosa: devo fare la compensazione ambientale... cioè recupero con soldi e fatica un'area in abbandono e in più devo fare il rimboschimento compensativo o un miglioramento forestale a mie spese... Va da vìa i ciap!

Devo entrare nell'ambito forestale? Va da vìa i ciap!
postato da: JohnDeere alle ore 07:48 | Permalink | commenti (10)
categoria:montagna, v day
mercoledì, 23 aprile 2008
Tagliere in ciliegio rifinito a cera.






Altre foto sono visibili nel Blog dell'amico Masso (sgnachè dzora al nòm o vardè autri arcapit "intaglio nel legno"), dove sono presenti numerose opere in legno sue e di altri artigiani.
postato da: JohnDeere alle ore 21:07 | Permalink | commenti (8)
categoria:intaglio nel legno
mercoledì, 23 aprile 2008

Ieri era la giornata della Terra “Earth day”: non se n’è accorto nessuno…

Nel nostro paese, come in buona parte del mondo, vige infatti la STRATEGIA DELLO STRUZZO che pensa di evitare il pericolo semplicemente nascondendo la testa nella sabbia; sarebbe invece da prendere coscienza della realtà, dei cambiamenti climatici e di tutto il resto, mettendo invece in pratica la STRATEGIA DELLO STORNO che, davanti al pericolo serra compatto i ranghi dello stormo e attacca preventivamente.

Mi piace leggere come solo le superfici forestali gestite attraverso i piani di assestamento potranno essere utilizzate per generare crediti di carbonio, cosa che non potrà fare il bosco in abbandono; si scopre così che la soluzione è sempre lei: la gestione consapevole del territorio, sembra facile ma non interessa a nessuno!

postato da: JohnDeere alle ore 11:13 | Permalink | commenti (6)
categoria:ambiente
venerdì, 18 aprile 2008


Dal sito della Regione Piemonte:

La Regione Piemonte chiederà ai Ministeri della Salute e delle Politiche agricole di valutare l’opportunità di una sospensione cautelativa dei principi attivi che si sospetta possano essere alla base del fenomeno della moria delle api, benché le ricerche fatte e le verifiche scientifiche non abbiano ancora individuato in modo univoco le cause del problema.

La decisione è stata assunta durante il tavolo di confronto con i rappresentanti del settore apistico, convocato il 15 aprile dall’assessore regionale all’Agricoltura, Mino Taricco, al quale hanno partecipato le organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia), cooperativistiche (Fedagri-Confcooperative e LegaCoop Agroalimentare) e dei produttori (Aspromiele e Agripiemonte Miele), oltre a rappresentanti dell’assessorato, dell’Istituto Zooprofilattico e del Di.Va.P.R.A. dell’Università di Torino. Si è inoltre stabilito di formare un gruppo di lavoro tecnico, per analizzare e valutare approfonditamente i fenomeni riscontrati e verificare sul campo il nesso causa-effetto in modo puntuale, e di avviare una fase di sperimentazione agronomica per verificare i modelli attuativi di talune pratiche e l’impatto delle stesse sulla salute delle api. La Regione sarà presente al tavolo nazionale convocato sul tema dal Ministero dell’Agricoltura per il 22 aprile.

“Siamo pienamente consapevoli - ha affermato Taricco - delle problematiche che sta attraversando il settore apistico a causa dei fenomeni di moria di cui non sono ancora dimostrabili con precisione le cause. La questione merita attenzione ma anche i corretti approfondimenti, per salvaguardare sia il comparto specifico sia l’ecosistema nel suo complesso di cui le api sono un rilevatore e regolatore fondamentale”.



Soma bin ciapà se 'dco ij avij i meujro...
postato da: JohnDeere alle ore 17:52 | Permalink | commenti (16)
categoria:apicoltura
martedì, 15 aprile 2008
... alla ricerca di un lotto di castagno (lottino .... solo 5.000 mq) sopra gli 800 m e in tutta fretta, visto che il 30 aprile chiude il taglio (ma c'è poi la proroga di 15 giorni per l'esbosco).

E allora via di corsa, con la Panda 4x4 di Pierforestale, lungo i monti della Valsesia provvisti di "fidata" carta forestale, non certo redatta dal sottoscritto... (polemica n.d.r.)






"Fermati dopo il tornante!"





"A me sembra solo faggio..."
"Ma la carta forestale dice che... doveva esserci il castagno!"






"Cambiamo zona, andiamo là, dietro alle conifere"






"Ehi! Qui ce n'è un pò!"
"Controlla se è sano! L'ha tagliato l'Enzo un mesetto fa..."






"Cosa diceva la carta forestale?"
"Uhm... castagni mascherati da betulle!"
Betulle: probabilmente ci sarà passato il fuoco.





Cosa diceva il post sulla segnaletica? Domande dalle ovvie risposte...


A metà pomeriggio Pier deve scappare, recupero la mia macchina (Panda 4x4, auto ufficiale dei dottfor in Valsesia) e vado alla ricerca di ste 4 piante da tagliare... ma con tutte quelle che ci sono possibile che non se ne trovino??!









Non sono granchè, 50 centesimi al quintale in piedi direi che sono un ottimo prezzo per il Comune ...
postato da: JohnDeere alle ore 19:52 | Permalink | commenti (6)
categoria:boschi, valsesia
martedì, 15 aprile 2008

 

Servirebbe anche da noi: abbiam dei boschi che fanno cagare...

postato da: JohnDeere alle ore 17:31 | Permalink | commenti (7)
categoria:
martedì, 15 aprile 2008

Con molto piacere segnalo la nascita di un nuovo blog: il post l'ho copiato pari pari dal blog di Albero

Dopo le richieste di informazioni sulle giornate divulgative tenute al Parco Naturale del Monte Fenera, è nata l'idea di creare un blog che è un misto tra l'informativo delle iniziative del Parco e la narrazione dell'esperienza di una ragazza che sta effettuando il Servizio Civile in un ente pubblico.

Come fare a non augurarle una buona e serena "navigazione", spero che troverete il blog interessante e costruttivo.

Il blog si chiama cronache dal Fenera e l'indirizzo è www.cronachedalfenera.splinder.com , si tratta di un blog "non ufficiale" per evitare tutti i casini che un blog "ufficiale" potrebbe creare...

...buona lettura!

postato da: JohnDeere alle ore 08:01 | Permalink | commenti (1)
categoria:monte fenera
venerdì, 11 aprile 2008
Le tracce della fede sono molte profonde in tutte le valli alpine; gli esempi di grande devozione non si contano e annoverano vere e proprie opere d'arte che ancora oggi possiamo ammirare in tutto il loro splendore: cito a memoria il Sacro Monte di Varallo, che ogni giorno mi domina dall'alto, o l'altare della Chiesa di Antagnod in Val d'Ayas.


Anche i pastori erano però profondamente legati alla fede religiosa, tanto che in molte vecchie stalle (purtroppo oggi spesso abbandonate) si ritrova sulla porta il crocifisso.










Nelle Alpi la fede era uno stato dell'essere non un'imposizione dogmatica.
postato da: JohnDeere alle ore 16:36 | Permalink | commenti (7)
categoria:religione, montagna
giovedì, 10 aprile 2008

Domani ci sarà un incontro sui boschi di neoformazione e su come considerarli da un punto di vista normativo. Incontro che purtroppo, per esigenze ospedaliere, dovrò saltare e ne sono molto dispiaciuto, una nuova occasione di battaglia che perdo.

Sì perchè i boschi di neoformazione non sono nient'altro che quell'ammasso di acero-frassini che invadono ex prati-coltivi-pascoli, banalizzando e imbruttendo il paesaggio.

I semi delle piante pioniere trovano nei terreni abbandonati dall'uomo ottima fertilità, crescendo rapidamente e cancellando i segni delle fatiche passate, i vecchi muretti a secco e i prati che ingentilivano il verde scuro delle selve. Sembra un'avanzata inarrestabile, quella del bosco, aiutata anche dalla legge, vecchia di 85 anni, che lo tutela  come se fosse un filone aurifero in via di esaurimento.

E così, se qualche volenteroso montanaro volesse recuperare i vecchi campi e i prati, intraprendere un'attività agricola per non dover scendere in pianura, ecco che si trova di fronte una serie di vincoli pazzeschi a difesa di queste migliaia di piantine di acero-frassino tutte accastate in un metro quadro. Tutte insieme queste piantine formano a tutti gli effetti un bosco (D.lgs 227/01) e se vuoi tornare a prato devi "compensare" questo cambiamento: per esempio piantare alberi su una superficie 10 volte superiore a quella che trasformi...

e dove le metto tutte ste piante, ormai il bosco ci entra in casa!

 

postato da: JohnDeere alle ore 08:23 | Permalink | commenti (7)
categoria:montagna, boschi
lunedì, 07 aprile 2008

Da wikipedia


Il sito di importanza comunitaria (SIC), in inglese Site of Community Importance, è un concetto definito dalla direttiva comunitaria n. 43 del 21 maggio 1992, (92/43/CEE) Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche nota anche come Direttiva "Habitat", recepita in Italia nel 1997.

In ambito ambientalistico il termine è usato per definire un'area:

  • che contribuisce in modo significativo a mantenere o ripristinare una delle tipologie di habitat definite nell'allegato 1 o a mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente una delle specie definite nell'allegato 2 della Direttiva Habitat;
  • che può contribuire alla coerenza di Natura 2000;
  • e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della biodiversità della regione in cui si trova.

Secondo quanto stabilito dalla direttiva, ogni stato membro della Comunità Europea deve redigere un elenco di siti (i cosiddetti pSIC, proposte di siti di importanza comunitaria) nei quali si trovano habitat naturali e specie animali e vegetali. Sulla base di questi elenchi, e coordinandosi con gli stati stessi, la Commissione redige un elenco di siti d'importanza comunitaria (SIC). Entro sei anni dalla dichiarazione di SIC l'area deve essere dichiarata dallo stato membro zona speciale di conservazione (ZSC). L'obiettivo è quello di creare una rete europea di ZCS e zone di protezione speciale (ZPS) destinate alla conservazione della biodiversità denominata Natura 2000.

In Italia la redazione degli elenchi pSIC è stata effettuata a cura delle regioni e delle province avvalendosi della consulenza di esperti e di associazioni scientifiche del settore.


Capita così di dover affrontare l'ennesimo vincolo: ben inteso, è tutto giusto, ma sul bosco la legislazione comunazioregionale è solamente vincolistica, e non tiene per nulla conto di quelle che possono essere le funzioni prevalenti di un bosco.


Il bosco ha una funzione anche produttiva?

Inutile fare tanti discorsi su biomasse, energia rinnovabile e filiere locali quando tutto è estremamente vincolato. La superficie forestale italiana è tale per cui se io faccio un taglio la mia incidenza è zero, e se anche decidessi di tagliare tutto il tagliabile, rimarrebbero migliaia di ettari di foresta inaccessibili, specie sulle Alpi.


Anche di faggio, dove la bellissima Rosalia alpina può trovare rifugio senza temere tecnici e boscaioli...




 

... mi piacerebbe veramente un giorno riuscire a fotografarla!





 


postato da: JohnDeere alle ore 14:03 | Permalink | commenti (7)
categoria:boschi, sic , rosalia alpina