banda http://blografando.splinder.com
sabato, 10 maggio 2008

Pro Silva è una associazione culturale senza fini di lucro composta prevalentemente da tecnici forestali. Essa si pone come obiettivo la promozione di una selvicoltura che, nel rispetto degli equilibri naturali, sia capace di soddisfare le esigenze ecologiche, economiche e sociali, richieste dalla società attuale.

La discussione in bosco, di fronte all'oggetto del discutere, é il metodo preferito per approfondire e confrontare diverse esperienze sulle possibili modalità di gestione dei boschi.

A questo scopo viene organizzata annualmente una escursione nazionale, della durata di 2 giorni, che consente la partecipazione di 30-40 soci, nonché un certo numero di escursioni locali, organizzate dai tre gruppi interregionali in cui si articola l'Associazione.

 

Dopo quasi 3 anni di "militanza", ieri ho organizzato un'escursione nei boschi della Valsesia per valutare i migliori criteri di gestione.


Credo tuttosommato che l'uscita sia stata interessante per tutti quelli che hanno partecipato e che si sia colto lo spirito che da sempre promuove queste iniziative.

C'era anche Pierforestale... più avvezzo all'arboricoltura ormai...


E poi non si finisce mai di imparare... l'amico Sandro s'è rivelato importante maestro, così come Corrado che ha portato l'esperienza valdostana, ma tutti mi hanno fornito spunti interessanti.


Io credevo che questi piccoli abeti ormai morti non avessero più di 5 - 10 anni... ne avevano più di 60!


Questa croce veniva lasciata dai boscaioli quando tagliavano una pianta non martellata dalla forestale, ma che era utile asportare perchè di intralcio ai lavori. Si parla in questo caso di un lotto tagliato circa 30 anni fa, comunque in tempi in cui c'era una maggiore armonia tra boscaioli e CFS...



Ho dato ai presenti appuntamento fra 2 - 3 anni, nella speranza di fare vedere loro gli interventi discussi insieme finalmente realizzati... io sono il primo a non dover mancare l'appuntamento.


postato da: JohnDeere alle ore 19:00 | Permalink | commenti (6)
categoria:boschi, valsesia
mercoledì, 07 maggio 2008

Il Gran Maestro Masso ha creato il CIRCOLO DEGLI INTAGLIATORI!

Il sottoscritto è stato subito adescato; dateci un'occhiata e già che ci siete votate (bene) il nuovo sondaggio: l'altra volta mi avete tradito nel rush finale!

postato da: JohnDeere alle ore 08:13 | Permalink | commenti (9)
categoria:intaglio nel legno
martedì, 06 maggio 2008
Dopo tre stagioni, il boscaiolo ha finalmente finito il suo lotto. E' un terreno di sua proprietà, ma anche in questo caso bisogna sottostare alla normativa sulle utilizzazioni boschive.





Per esboscare il legname anche in questo caso si è dovuti ricorrere ad una linea di teleferica, che qui chiamano Blonder: ancorata alla pianta più robusta la linea si sviluppa per centinaia di metri, mossa da un argano a due tamburi (quindi doppia traente), vecchio "ma che non cambierei con nient'altro al mondo".





Quante volte il carrello ha trascinato faggi su per la montagna, fino all'imposto dove arriva la strada.





"Una strada che ho fatto io, con l'escavatore".





Ora che il legname è in piazzale bisogna depezzarlo, renderlo cioè della lunghezza commercializzabile.
E' faggio, che finirà da ardere, sperando che gli inverni non siano così caldi come gli ultimi.
"Ma rispetto all'anno scorso quest'anno è andata meglio".





Se poi il petrolio continua a salire forse finalmente ci scalderemo un pò di più con la legna, la nostra risorsa rinnovabile.
postato da: JohnDeere alle ore 19:53 | Permalink | commenti (3)
categoria:boschi, boscaioli
domenica, 04 maggio 2008

Qualche giorno fa ho letto sul blog di Marzia un commento circa i contributi dell'Unione Europea che i pastori si porterebbero a casa, definiti nella circostanza come "immensi".
In maniera assolutamente semplicistica e grossolana mi permetto di dare due informazioni circa l'attuale situazione "contributiva" per allevatori/coltivatori che operano in zone montane.

Diciamo che i contributi si dividono in due grosse categorie:
- per investimenti materiali;
- immateriali.

Credo che l'oggetto del contendere fosse legato soprattutto a questi ultimi. La principale voce in questo senso è la cosiddetta INDENNITA' COMPENSATIVA, che viene concessa per compensare la diversa produttività che c'è tra chi lavora in pianura e chi opera in montagna. In quest'ultimo caso c'è chiaramente una rendita minore a parità di coltura: la stagione vegetativa è più corta, i terreni sono meno fertili, la meccanizzazione è più difficile ecc... ecc...

Quindi per superare queste differenze, che erano state ingigantite dalla precedente applicazione della PAC (Politica Agricola Comunitaria) dove si premiava chi produceva di più, viene dato questo premio.
Per riceverlo bisogna però sottostare ad una serie di impegni, cioè allevare/coltivare TOT per TOT anni, pena la restituzione del contributo.

E' molto difficile dare dei numeri o degli ordini di grandezza sull'ammontare del premio perchè dipende da moltissime variabili (SAU, UBA...); per chi avesse voglia, i dati e le modalità sono disponibili nei siti delle varie Regioni.




Situazione simile per chi alleva razze in via di estinzione; sempre per il discorso di cui sopra, per cui i premi erano dati a chi produceva di più, molte razze sono state sostituite con altre più produttive: l'esempio classico è quello della frisona, che ha preso il sopravvento su diverse razze vaccine autoctone.
Per evitare di perdere un patrimonio genetico, storico e ambientale ecco che anche qui viene dato un premio per compensare la diversa produzione a chi si impegna ad allevare le razze autoctone.

Si parla quindi quasi sempre di PREMI dati a seguito di impegni da rispettare; questi premi sono il tentativo di correggere una politica agricola che negli anni ha creato un forte squilibrio tra pianura e montagna, e sicuramente non rappresentano un arricchimento per il pastore o il coltivatore che li riceve, essendo il loro valore relativo ad una compensazione.

postato da: JohnDeere alle ore 21:22 | Permalink | commenti (7)
categoria:montagna, contributi, pac , agricoltura