Carlac ha un bellissimo blog, con sempre tanti commenti e complimenti; poi ogni tanto arrivo io e rovino l'armonia... credo che il giorno che mi troverà per strada me le darà di santa ragione!
Oggetto del contendere è lo scoiattolo grigio: Carlac ha fatto una bellissima foto ma il mio commento è stato di disappunto. Motivo qui sotto la mia posizione a riguardo:
Tratto da:
http://www.officine.it/move/trend/biancardi.htm
E' arrivato in Italia nel secondo dopoguerra, insieme al chewing-gum, al be-bop e a Humphrey Bogart, ma la sua opera di lenta "invasione" e' passata perlopiu' inosservata. Stiamo parlando dello Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), una specie originaria degli Stati Uniti orientali.
Come e' arrivato in Italia lo Scoiattolo grigio? Anche la sua storia ha a che fare, in un certo senso, con gli avvenimenti socio-politici legati alla fine del secondo conflitto mondiale. Fu infatti un diplomatico italiano, l'Ing. Giuseppe Casimiro Simonis di Vallario, che, trovandosi in missione nella capitale statunitense per la definizione di accordi economici, noto' la simpatia e la socievolezza degli scoiattoli presenti nei parchi cittadini; correva l'anno 1947, e la primavera dell'anno successivo si fece spedire 2 coppie di scoiattoli con l'intento di liberarli nel parco della propria villa di Candiolo, nei pressi di Torino. Una coppia fu subito liberata ed immediatamente fuggi' per i boschi, la seconda, tenuta precauzionalmente in gabbia, riusci' a fuggire ma rimase nel giardino di villa Simonis e li' si riprodusse. Da allora lo Scoiattolo grigio si e' diffuso su un area pianeggiante a sud-ovest di Torino, compresa fra il Po e i primi contrafforti alpini, che oggi ammonta a circa 250 Kmq, ma in lenta e continua espansione.
Ironia della sorte, gli esemplari rimasti a villa Simonis (erano 12 nel 1974) furono abbattuti a fucilate nel 1977 per i danni arrecati alle piante da frutto.
Non abbiamo ancora chiarito perche' ci interessa questa storia ne' perche' parliamo di "nemico americano". Per farlo dobbiamo introdurre il co-protagonista di questa vicenda: lo Scoiattolo rosso europeo (Sciurus vulgaris).
Quest'ultima specie, il "nostro" Scoiattolo, e' l'unica indigena in Europa.

I due scoiattoli presentano differenze morfologiche: piu' grosso e massiccio il "parente" americano (25-27 cm testa-corpo contro 19-22 cm; 550-650 g di peso contro 250-300 g), che è anche meno legato alla vita arboricola e meno esigente in fatto di alimentazione; puo', grazie alla maggior flessibilita' e capacita' di sfruttamento delle risorse, arrivare a densita' di popolazione molto superiori rispetto ai valori tipici dello Scoiattolo rosso (4-6 individui/ha contro 0.5-1.5).
Tenendo conto che entrambe le specie possono colonizzare gli stessi ambienti e utilizzare le stesse risorse trofiche (ovvero le stesse fonti alimentari) e logistiche (gli stessi siti di nidificazione) si può comprendere come nella inevitabile competizione che ne seguirebbe la specie nord-americana sarebbe sotto molti versi avvantaggiata. Ecco dunque il punto. In condizioni naturali la competizione e' impossibile, poiché le due popolazioni occupano territori ben distinti: i boschi, soprattutto di latifoglie, del nord-est americano l'una e i boschi, di conifere e latifoglie, dell'Eurasia l'altra; ma oggi le condizioni naturali sono state alterate, in maniera insensata, dall'uomo e, nelle zone attualmente occupate dallo Scoiattolo grigio, il concorrente Scoiattolo rosso e' in declino se non addirittura scomparso.
In Europa esiste effettivamente un precedente piuttosto preoccupante: in Gran Bretagna lo Scoiattolo grigio fu introdotto come animale ornamentale per parchi e giardini a partire dal 1876. Le immissioni continuarono fino al 1929, quando ci si accorse, pur non conoscendo i meccanismi di fondo del fenomeno, di un fatto inconfutabile: gli scoiattoli grigi stavano conquistando aree sempre piu' vaste, dalle quali scacciavano gli scoiattoli rossi il cui numero stava declinando in maniera paurosa. Oggi lo Scoiattolo grigio occupa stabilmente tutta l'Inghilterra e il Galles, parte della Scozia e una parte dell'Irlanda, intorno a Dublino. Lo Scoiattolo rosso e' relegato nelle foreste di Pino silvestre della Scozia e nella restante parte dell'Irlanda.
Il grido d'allarme di ricercatori ed esperti e' giustificato dal fatto che, se non venisse circoscritto, questo fenomeno potrebbe avere conseguenze disastrose prima di tutto per lo Scoiattolo rosso, ma anche per il patrimonio forestale, poiché lo Scoiattolo grigio, per la sua voracità e per l'alta densità di individui per ettaro nelle sue popolazioni, può provocare danni considerevoli alle specie arboree, decorticando gli alberi allo scopo di raggiungere la linfa, e alle coltivazioni. Dal lato gestionale, invece, interventi volti a limitare l'espansione dello Scoiattolo grigio sono allo studio dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Tra le misure proposte vi e' la cattura e la soppressione degli animali, cosa che ha provocato le ire di gruppi zoofili e animalisti. Tuttavia anche alcune associazioni protezionistiche hanno dovuto convenire sul fatto che, per evitare disequilibri dannosi all'intero ecosistema che con la sparizione di una specie autoctona sarebbero inevitabili, si possano prendere provvedimenti di una certa drasticità.
Il sito del Ministero dell'Ambiente (!!!) scrive a proposito:
Lo Scoiattolo grigio rappresenta un serio pericolo in quanto arreca gravi danni agli alberi che scorteccia ed ai raccolti di alcune colture specializzate (noccioleti), ma soprattutto perché compete con la specie autoctona Sciurus vulgaris che soppianta laddove si insedia; inoltre è un abile predatore di uova e nidiacei. E' auspicabile una immediata e completa rimozione di questa specie dal territorio nazionale.
Esiste anche una petizione:
http://www.ecoitaly.net/sva/scoiattolo_firma.htm