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domenica, 04 maggio 2008

Qualche giorno fa ho letto sul blog di Marzia un commento circa i contributi dell'Unione Europea che i pastori si porterebbero a casa, definiti nella circostanza come "immensi".
In maniera assolutamente semplicistica e grossolana mi permetto di dare due informazioni circa l'attuale situazione "contributiva" per allevatori/coltivatori che operano in zone montane.

Diciamo che i contributi si dividono in due grosse categorie:
- per investimenti materiali;
- immateriali.

Credo che l'oggetto del contendere fosse legato soprattutto a questi ultimi. La principale voce in questo senso è la cosiddetta INDENNITA' COMPENSATIVA, che viene concessa per compensare la diversa produttività che c'è tra chi lavora in pianura e chi opera in montagna. In quest'ultimo caso c'è chiaramente una rendita minore a parità di coltura: la stagione vegetativa è più corta, i terreni sono meno fertili, la meccanizzazione è più difficile ecc... ecc...

Quindi per superare queste differenze, che erano state ingigantite dalla precedente applicazione della PAC (Politica Agricola Comunitaria) dove si premiava chi produceva di più, viene dato questo premio.
Per riceverlo bisogna però sottostare ad una serie di impegni, cioè allevare/coltivare TOT per TOT anni, pena la restituzione del contributo.

E' molto difficile dare dei numeri o degli ordini di grandezza sull'ammontare del premio perchè dipende da moltissime variabili (SAU, UBA...); per chi avesse voglia, i dati e le modalità sono disponibili nei siti delle varie Regioni.




Situazione simile per chi alleva razze in via di estinzione; sempre per il discorso di cui sopra, per cui i premi erano dati a chi produceva di più, molte razze sono state sostituite con altre più produttive: l'esempio classico è quello della frisona, che ha preso il sopravvento su diverse razze vaccine autoctone.
Per evitare di perdere un patrimonio genetico, storico e ambientale ecco che anche qui viene dato un premio per compensare la diversa produzione a chi si impegna ad allevare le razze autoctone.

Si parla quindi quasi sempre di PREMI dati a seguito di impegni da rispettare; questi premi sono il tentativo di correggere una politica agricola che negli anni ha creato un forte squilibrio tra pianura e montagna, e sicuramente non rappresentano un arricchimento per il pastore o il coltivatore che li riceve, essendo il loro valore relativo ad una compensazione.

postato da: JohnDeere alle ore 21:22 | Permalink | commenti (7)
categoria:montagna, contributi, pac , agricoltura