banda http://blografando.splinder.com
martedì, 18 marzo 2008
Video di macchine forestali (s-gnaché sì)
postato da: JohnDeere alle ore 09:04 | Permalink | commenti (3)
categoria:energia, boscaioli
domenica, 24 febbraio 2008
Dopo un week end passato a discutere di cippato...





... PER ME LA FILIERA LEGNO (DI MONTAGNA) - ENERGIA E' UNA CAGATA PAZZESCA!!

Chiedermi di quantificare le tonnellate di cippato disponibile in Valsesia mi sembra senza senso.
Perchè tutti credono che tot ettari di bosco equivalgano a tot tonnellate di cippato?
A cosa serve il dottore forestale se poi tutti ne sanno più di te e se ne infischiano dei tuoi ragionamenti?
Forse i boschi sono tutti uguali e non servono a nient'altro...

Vogliono impostare una filiera energetica in base ai quantitativi di materiale presente sulle montagne... nessuno ha mai pensato a quanto costa esboscare da un versante valsesiano? Inoltre cambierebbero proprio i sistemi di esbosco, dai toppi alla pianta intera: un metodo di operare molto differente da quello che si pratica da anni; e poi il legname dove lo accatastiamo per movimentarlo?
Nelle valli laterali quasi non ci sta la strada, in mezzo a queste pareti strapiombanti, e io ci dovrei far passare le macchine operatrici più grosse sul mercato per tagliare, sramare, depezzare e cippare abeti di 30 m?
Un bel forwarder (magari proprio della John Deere....) quando lo ammortizzo? E prima... chi lo paga?
E nessuno sa che il cippato forestale, oltre ad essere il più costoso, è anche quello di qualità peggiore??
Certi impianti non riescono neppure a bruciarlo, per via della sua umidità che non scende sotto al 35%.

Ciò non vuol dire che non si possa fare cippato dai nostri boschi, ciò significa che questi non potranno essere utilizzati per creare una filiera a certi livelli, soprattutto non si può pensare di utilizzare oggi queste superfici per farla partire. Potranno alimentarla in piccola parte in alcuni sporadici casi. Stop.

Oggi invece sono tutti pronti a fare impianti per via degli incentivi comunitari, un pò di bonus dai certificati verdi,e  facciamo una bella filiera da 15 Mega, poi dopo 2 boschi tagliati capiranno che qui o tirano fuori un sacco di soldi o dovranno chiamare i bilici con il cippato francese, come già succede in altre valli piemontesi.

postato da: JohnDeere alle ore 20:45 | Permalink | commenti (10)
categoria:energia
lunedì, 04 febbraio 2008
Dall'edizione odierna di "Notizia Oggi":


Borgosesia
Anche l'associazione forestale “Valli del Rosa” approva la proposta di Enrica Longhetti, consigliere provinciale e vice sindaco di Varallo, di costituire un'agenzia unica della Valsesia per lo sfruttamento energetico del bosco, in particolare attraverso la costruzione di centrali a biomasse. Ma aggiunge anche: «Prima di arrivare alle centrali è necessario far nascere una filiera che in valle ancora non esiste, fare cioè in modo che tutto il sistema - bosco funzioni, che il patrimonio venga sfruttato dall'inizio alla fine».


E' in questa direzione che va l'impegno dell'organismo: «E' importante - scrivono il presidente, Pietro Bolongaro, e il tecnico Marco Carnisio - che dietro a scelte energetiche strategiche di un certo livello esista una filiera legno consolidata, con piani di gestione decennali, che riesca ad auto-remunerarsi e incentrata sui prodotti principali del bosco, come il tondo da sega, la paleria e la legna da ardere. In un contesto di questo tipo, allora, lo scarto potrà diventare a sua volta fonte di reddito come biomassa». Perchè, per i non addetti al lavoro, oggi i boschi valsesiani producono, sì, scarto ma che non viene utilizzato, viene lasciato sul posto perché trasportarlo a valle ha un costo. Una gestione organizzata - una filiera, appunto -, invece che frammentata in singole entità (l'impresa, l'ente pubblico, il privato) che tendono a fare ciascuna per conto proprio - o quasi -, porterebbe a valorizzare la risorsa sfruttando tutto lo sfruttabile, guadagnando magari anche di più ma, nello stesso tempo, con interventi che rispettano gli equilibri dell'ambiente e garantiscono il rinnovamento naturale.

«La scelta energetica è per forza di cose un investimento a lungo termine - proseguono Bolongaro e Carnisio - All'obiettivo di un'agenzia energetica valsesiana noi ci crediamo e stiamo lavorando in questa direzione, attualmente attraverso la realizzazione degli strumenti di pianificazione decennali, i Piani forestali aziendali, che vanno a individuare la vocazione delle singole aree e la loro gestione nel rispetto della funzione protettiva, produttiva e paesaggistica. Auspichiamo pertanto che il dibattito sulla filiera legno - energia possa trovare momenti di concertazione tra i soggetti interessati, uniti da un unico obiettivo che è la rivitalizzazione socio - economica di un'intera valle. Siamo inoltre certi che lo strumento indispensabile per la gestione del territorio sia la nascita di consorzi forestali nelle loro diverse forme giuridiche (pubblico, privato e pubblico-privato) e per questo stiamo lavorando contattando le parti interessate».

Tra i progetti cui l'associazione forestale si sta dedicando un esempio concreto è la filiera corta del castagno della bassa valle (comuni di Valduggia, Borgosesia e Quarona) dove i vari consorzi o soggetti esistenti saranno unificati per recuperare e gestire vaste superfici per lo più abbandonate: «Noi - conclude il presidente - faremo da intermediari tra consorzio e utilizzatori e con lo scarto, in questo caso sì, ci metteremo sul mercato per farne energia».

Lucia Tancredi



postato da: JohnDeere alle ore 08:58 | Permalink | commenti (11)
categoria:energia, boschi
giovedì, 03 gennaio 2008
Nerooogle

"Diverse volte ho fatto caso che la batteria del mio portatile durava più a lungo abbassando la luminosità dello schermo. E’ quello che il senso pratico mi suggeriva di fare. Ma non ho mai preso in considerazione il consumo dei monitor seriamente fino a quando un giorno mi sono quasi ustionato le mani toccando il retro del mio monitor CRT 19 pollici.
Ma quanto cavolo consumava? Una rapida occhiata al manuale suggeriva un consumo di 120Watt. E’ praticamente come avere una grossa lampada sparata in faccia a poca distanza. Questo mi convinse subito a spegnerlo quando non serviva, ma, mi chiedevo, qual’è l’esatta relazione tra quello che è visualizzato sullo schermo e il consumo del monitor?
Un buon affare fatto su eBay con un P4400 KillaWatt (misuratore di energia) della P3 International mi ha convinto ad investigare. 30 dollari per chiunque fosse interessato a misurare il proprio consumo non sono molti “.

Così comincia l’articolo che prende in esame la comparazione tra monitor CRT e LCD in relazione alla visualizzazione di schermate bianche o nere.

Le principali considerazioni derivate dai calcoli del sito ENERGY SAVER sono che:

Per il colore dello schermo: I monitor CRT sono molto sensibili e consumano molta più energia (il 43% di più) quando visualizzano il bianco e non il nero. I monitor LCD sono insensibili a questa differenza, e consumano pressappoco lo stesso numero di Watt.

Per la luminosità: I CRT sono abbastanza sensibili, e consumano più energia a maggiore luminosità. Gli LCD sono più sensibili e consumano in proporzione maggiore energia.

Per il contrasto: I CRT sono poco sensibili (piccolissimo risparmio energetico per un minor contrasto). Gli schermi LCD on avvertono diffrenze.

Sulla base di quanto appreso, seguire questi piccoli consigli porta ad un ottimo risparmio energetico:

-Quando non in uso, spengere il monitor tramite l’interruttore

- Se ve lo potete permettere, passate ad un monitor LCD

- Usate uno screen saver con una visualizzazione non animata

- Disponete lo spegnimento automatico del monitor dopo un tempo breve di inattività

- Selezionate come sfondo dello schermo un grigio chiaro, invece del bianco di default

- Riducete luminosità e contrasto del video

Allora, dov’è il guadagno?
Date un’occhiate a queste statistiche, e guardate se non ne vale la pena.

Gki Stati Uniti hanno una media di 574 personal computer per mille abitanti, tra le più alte del mondo. Tranne poche eccezioni, ad ogni computer dovrebbe corrispondere ad un monitor. Allora per 292 millioni di abitanti, fa 177 milioni di monitor.

Seguendo uno o due di questi consigli sopra potreste abbassare il consumo medio del vostro monitor di circa 20Watt. Se 177 millioni di persone risparmiassero 15W per monitor, potremmo accumulare la gigantesca somma di 3500 Mega Watts, o 3.5 GigaWatts.

Con 3.5 Gigawatts, si potrebbero chiudere quattro centrali elettriche a carbone per esempio in Texas, come Gibbons creek (1 X 480 MW), Welsh (3 X 558 MW), Sandow (3 X 121, 1 X 591 MW) e Oklaunion (1 X 720 MW). Questo significa circa 5,25 millioni di libbre (dovrebbero essere 2381 tonnellate) di CO2 in meno PER ORA. Si, ho fatto i calcoli due volte.

Questo risparmio può essere ottenuto con il tuo monitor CRT, senza tirare fuori una lira da tasca. E se passaste tutti ai monitor LCD potreste fare ancora meglio.

E mentre i sostenitori dell’ambiente tra voi si stanno crogiolando nell’idea della chiusura di chissà quante centrali, non si dimentichino questi altri benefici.

Se non risparmiate questa energia, dove pensate che vada a finire? Verrà convertita in luce luminosa aggiuntiva per i vostri occhi. E i vostri occhi non sono fatti per fissare sorgenti luminose da 60 centimetri, per 8 ore al giorno, per la vita intera. Meritano uno stop. Con questi nuovi cambiamenti, alla fine della giornata ho la vista molto più riposata.

Per divertimento, ho calcolato quanti soldi risparmierei io stesso con 15 Watt in meno per 6 ore al giorno. Al costo di 12 centesimi per KWH, metterei via quasi 5 dollari. Ok, non sono abbastanza per comprarsi una Ferrari ma, hey, alla fine della giornata, dove volete che siano i vostri soldi risparmiati? Nella vostra tasca o in quella di una multinazionale dell’energia?

Morale della storia:
Con pochi piccoli accorgimenti nelle vostre abitudini quotidiane, si può risparmiare un sacco di energia. Il risparmio a volte ha il valore di una caramella. Ma se considerate il costo di milioni di caramelle in termini ambientali sembra proprio ne valga la pena."
postato da: JohnDeere alle ore 15:37 | Permalink | commenti (8)
categoria:energia
domenica, 02 dicembre 2007



L'immagine è eloquente, il post precedente era troppo speranzoso. E' il week end in sè che mi ha lasciato perplesso: questi politicanti da strapazzo, con il loro cadreghin che parlano e parlano...
Ieri (sabato) si è tenuto nel VCO un convegno dal titolo "Quale futuro per le associazioni forestali": neanche con il punto interrogativo, quasi a volerti indicare la strada. Lasciamo perdere qualsiasi disquisizione sugli organizzatori; fatto sta che eravamo ben in montagna mi sembrava, ma ho solo sentito parlare di energia, caldaie, CO2, certificati verdi e addirittura pirolisi!
Poi è arrivato il politucolo locale che ha fatto un comizio che neanche il soggetto nella foto può immaginare... mancava proprio solo che dicesse "Chiù pilu pe' tutti!!" ed eravamo a posto.




Peccato sia mancato il dibattito, perchè questi "affossa territorio" parlano e parlano, non sanno cosa dicono ma parlano... e ogni tanto dicono la parola ad effetto, quella che oggi va più di moda. E sì, perchè lo sviluppo dell'ambiente in Italia è semplicemente terminologico. Ieri hanno inventato la parola "VERDE" (certificato verde, benzina verde, libro verde...), oggi dicono "Biodiversità" o più spesso "FILIERA".
Peccato sia mancato il dibattito perchè volevo chiedere innanzitutto se non era il caso per le Associazioni Forestali di licenziare tecnici forestali e boscaioli e ingaggiare abili termotecnici, perchè di gestione del bosco non si è parlato. Ma il primo anello della filiera è il boscaiolo o no?? Sti cazzo di boschi per fare cippato chi li taglia??
Poi avrei voluto chiedere cosa cacchio è sta filiera benedetta, perchè alla fine non l'ho mica ancora capito...
ma la filiera non è quando io gestisco il mio bosco, lo faccio tagliare alla ditta REGOLARE della mia zona, valorizzo i miei toppi di CASTAGNO, per fare paleria e poi lo scarto magari lo cippo e lo mando alla mia centrale? Il tutto con CONTINUITA'??
Qui dicono ilo contrario: che faccio cippato da bosco e se salta fuori un palo, beh che culo!! Ma non hanno ancora capito che così la faccenda non sta in piedi se non chiedendo di continuo l'elemosina?? Possibile che il mondo viva sempre e solo di assitenzialismo??
Allora se è così, riprendendo il personaggio della foto, direi "In tu culo la filiera forestale!!"
Ne ho dette troppe, il post sull'Assemblea dei boscaioli lo posterò più avanti....
postato da: JohnDeere alle ore 19:58 | Permalink | commenti (6)
categoria:energia, boschi, boscaioli
venerdì, 19 ottobre 2007

Il cippato è un termine che deriva dall'inglese "Chips", vale a dire scaglia; viene prodotto sminuzzando il legno con apposite macchine (cippatrici).

Questa frammentazione del legno  ne permette lo stoccaggio nei silos  e il caricamento automatico nelle caldaie. Le caldaie alimentate a cippato sono utilizzate per il riscaldamento di edifici o gruppi di edifici.



Foto archivio Supiermario

Il cippato da bosco è secondo me conveniente solo in poche situazioni e deve rappresentare semplicemente il sottoprodotto di un'utilizzazione.

All'interno di una filiera legno-energia credo che il cippato da bosco possa costituire PURTROPPO solo una quota parte limitata delle necessità di combustibile: in effetti le migliori situazioni si riscontrano laddove ci sono molte segherie, che conferiscono il loro scarto (Valtellina, Alto Adige) e non dove ci sono tanti boschi...

 

Foto archivio Supiermario


 

Bisogna poi valutare l'effettivo rendimento energetico derivante dal cippato in bosco: quanto consumo per produrre tot cippato? Vado in bosco, taglio, sminuzzo, carico, scendo dal bosco, porto in caldaia...

Filiera corta, per rispondere a quesiti passati... ma non credo che basti.
Spero vivamente il contrario, magari con una spinta in tal senso dagli alti comandi.


 


postato da: JohnDeere alle ore 08:30 | Permalink | commenti
categoria:energia, boschi