Ieri sono andato in Occitania, più precisamente in Valle Stura, insieme al tecnico dell'agricoltura della Comunità Montana Valsesia.
La prima cosa che salta all'occhio è che questa valle ha un ampio fonodovalle, assolutamente assente in Valsesia. Qui si che si può pensare ad un sistema foraggero intravallivo, mentre in altri posti... beh si sa da dove arriva il fieno.
La gestione dei fondovalle è quindi sicuramente molto importante all'interno dell'economia agricola montana e in effetti ho visto molte aziende, anche di discrete dimensioni.
La prima tappa è stata presso il Caseificio di Demonte, una struttura dedita soprattutto alla produzione di latte fresco anzichè di formaggi: ogni giorno vengono conferiti qui 300 litri di latte e più della metà sono impiegati in quella produzione.

La prima cosa che salta all'occhio è che questa valle ha un ampio fonodovalle, assolutamente assente in Valsesia. Qui si che si può pensare ad un sistema foraggero intravallivo, mentre in altri posti... beh si sa da dove arriva il fieno.
La gestione dei fondovalle è quindi sicuramente molto importante all'interno dell'economia agricola montana e in effetti ho visto molte aziende, anche di discrete dimensioni.
La prima tappa è stata presso il Caseificio di Demonte, una struttura dedita soprattutto alla produzione di latte fresco anzichè di formaggi: ogni giorno vengono conferiti qui 300 litri di latte e più della metà sono impiegati in quella produzione.

Ho comunque acquistato il formaggio locale, il Demontino: ad un primo assaggio non dice granchè, ma poi dimostra la sua qualità di rendersi simpatico al palato. Fra un pò inizia un corso ONAF per assaggiatori di formaggio, magari imparerò qualche termine più tecnico...

Siamo nella patria della pecora sambucana, che rappresenta un pò il clou del viaggio. Abbiamo seguito tutta la filiera ma al contrario: terminata la visita al caseificio era già ora di pranzo e siamo andati all'Osteria della Pace di Sambuco, che consiglio a tutti quelli che amano mangiare bene. Ottimi antipasti, segnalo il tortino di zucca all'amaretto, ottimo e lo dice uno che non ama particolarmente la zucca...
Come detto piatto forte era l'agnello di sambucana e subito un allevatore valsesiano ha chiesto di poter caricare al ritorno qualche riproduttore di tale razza da importare su di qui.
Come detto piatto forte era l'agnello di sambucana e subito un allevatore valsesiano ha chiesto di poter caricare al ritorno qualche riproduttore di tale razza da importare su di qui.

Dopo pranzo siamo andati a Pontebernardo (1.300 m, 12 abitanti tutto l'anno), sede dell'Ecomuseo della Pastorizia.
Grazie all'ecomuseo è stato realizzato un piccolo caseificio che consente di realizzare il formaggio di pecora: per l'assaggio dovrò tornare in primavera.
Grazie all'ecomuseo è stato realizzato un piccolo caseificio che consente di realizzare il formaggio di pecora: per l'assaggio dovrò tornare in primavera.

Poco lontano c'è il Centro Arieti, che li affitta agli allevatori che ne hanno necessità, e sopra il Museo permanente della Pastorizia. Il locale è piccolo ma molto ben curato, con anche un punto vendite: purtroppo la mancanza di liquidità non mi ha consentito l'acquisto del gilet in lana di sambucana. Al ritorno a Demonte ho dovuto così accontentarmi di una spilla a forma di croce occitana già attaccata al mio cappello di feltro.
Un ultimo saluto alle sambucane nella stalla e poi è iniziato il lungo viaggio di ritorno: non c'era tempo per un salto a vedere la distilleria... pazienza.
Un ultimo saluto alle sambucane nella stalla e poi è iniziato il lungo viaggio di ritorno: non c'era tempo per un salto a vedere la distilleria... pazienza.

Na draio per vioure, il sentiero delle pecore per vivere.

















