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venerdì, 18 gennaio 2008
Chiudo la carrellata di vini assaggiati in Trentino con un approfondimento sul Moscato Rosa, che mi ha indubbiamente incuriosito (cosa volete, da astigiano per me il Moscato è paglierino, giallo intenso e brillante...)





Questo vino, prodotto in quantità molto limitate, è ottenuto da uve proprio di Moscato Rosa (non è un bianco a cui si aggiunge qualcosa) ed ha una resa ad ettaro bassissima, intorno ai 30 - 40 q (il Moscato d'Asti mi sembra si attesti sui 100q/ha).
E' frutto di una lunga maturazione sulla pianta che ne assicura la struttura ed un'elevata gradazione alcolica naturale, fino a 14,5%!! Il vino ha un colore rosso - rosato ed un profumo intenso ma delicato in cui gli esperti sentiranno dentro quello che vogliono...a me piace così!
Si accompagna bene alla pasticceria secca, alla frutta, qualcuno dice che è un vino da meditazione, ma io quando bevo non riesco a meditare.

Piasì!
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categoria:trentino, vini
mercoledì, 09 gennaio 2008
Continuando a parlare di vini, durante il mio soggiorno in Trentino per le festività non ho potuto esimermi da una visita in una delle cantine "storiche" della Val Cembra.






Due anziani fratelli sono i custodi delle tradizioni enologiche di quella Valle; pare che quando vanno a cena fuori anche in piòla si portino dietro il loro vino. L'arrivo alla cantina è stato subito eloquente per il proseguio della giornata, con un'accogliente "Porco ***!!" lanciato dalla vigna al nostro indirizzo. Niente paura, era solo un caldo saluto e un gesto di stupore per la presenza dell'amico Sandro che da anni rifornisce qui la sua cantina.

La scelta di vini è vasta e, seppur sprovvisto io di damigiana (in teoria erano altri gli acquirenti...), non ho saputo trattenermi dall'acquisto di qualche litro.






Dotato di bicchiere per l'assaggio ho giusto lasciato da parte solo la Schiava, di cui parlo in un precedente post, anche perchè ne sono ben fornito.
L'atmosfera diventa subito gioviale, diciamo però che non bisogna avere fretta: i due fratelli hanno molti aneddotti da raccontare anche se purtroppo hanno più volte manifestato l'intenzione di "andare in pensione". E sulla riforma della previdenza la loro ricetta è "che ti paghino la pensione fino a 40 anni, poi lavori!"
E certo non si vedono all'orizzonte giovani che possano sostituirli, visto che il professore della scuola agraria insegna a potare con "la mano reversa"!

Alla fine degli assaggi non ho potuto farmi sfuggire il Moscato rosa, di cui ignoravo l'esistenza, e dalle eleganti sensazioni "dolci non dolci" (......) e la Nosiola che invece già conoscevo bene.
postato da: JohnDeere alle ore 08:16 | Permalink | commenti (11)
categoria:trentino, vini
sabato, 05 gennaio 2008
Da alcuni dati trovati in giro per la rete ho scoperto che più del 3% della produzione di vino europea è proveniente da vigneti di montagna.






Pur essendo un settore marginale in termini numerici e quindi economici, la viticoltura di montagna (oltre i 500 m di altitudine e con pendenze superiori al 30%) rappresenta una risorsa importante per la tutela del territorio sotto tutti i punti di vista: paesaggistico, naturale e anche idrogeologico. Preservare i terrazzamenti può voler dire evitare che interi costoni di montagna possano franare a valle.

Per altro il miglior vino bianco italiano, secondo la guida Vini d'Italia 2008 (e nella mia ignoranza confermo il risultato) è il valdostano Petite Arvine (Az. Les Cretes - Aymavilles).
postato da: JohnDeere alle ore 13:01 | Permalink | commenti (10)
categoria:vini
lunedì, 26 novembre 2007
Non vorrei che qualcuno possa pensare ad un mio tradimento rispetto al vino piemontese, ma il primo post vinazzato lo dedico al Trentino e in particolare alla Schiava. Parliamo quindi di "integrazione con altre culture alpine"! Ben venga avere quindi amici originari della Valle dei Mocheni!

L'ultima volta mi hanno portato 30 litri di questo ottimo vino, la Schiava appunto.





Navigando per la rete scopro così che i
n Trentino, quasi 9200 ha vengono coltivati a vigneto con una produzione annuale di circa 1 milione di quintali. Attualmente più del 50 per cento sono uve bianche e si producono circa 50 milioni di bottiglie, quasi tutte a denominazione di origine controllata.
 

Nella Valle dei Laghi sono usate le uve Nosiola utilizzate per un ottimo vino da dessert ottenuto con una tecnica di vinificazione antica.

La varietà a frutto rosso più coltivata nel Trentino è invece proprio  la Schiava, che dà origine ad un vino da tavola leggero e particolare, vinificata spesso in rosato.

Piasì!!!


Immagine e info tratti da www.prodottitrentini.it
postato da: JohnDeere alle ore 16:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:trentino, vini